Rai Pubblicità: Piscopo-Mago Merlino e le alchimie sul “Sole24Ore”

Fabrizio Piscopo e Carlo Conti

Ma quale “genio della lampada” del mercato pubblicitario, Fabrizio Piscopo è meglio di Mago Merlino. Con le sue alchimie è riuscito ad imbrogliare perfino “Il Sole24Ore”, l’organo della Confindustria, il quotidiano preferito dagli investitori e dai centri media. Uno spettacolo.

Venerdì 7 febbraio, pomeriggio. Dalla sede milanese di Rai Pubblicità, parte una mail dell’ineffabile Ad. È indirizzata a tutti i dirigenti e a tutti i venditori della concessionaria e lancia un minaccioso allarme: mancano 4 milioni (appena il 20%) alla copertura del budget previsto per il Festival di Sanremo, mancano pure spot per complessivi 4.000 secondi e tutto questo “a causa della politica commerciale troppo ritardata provocata dalla poca conoscenza della materia da parte del direttore marketing… seguiranno a breve le disposizioni necessarie per recuperare…”

Secondo il noto principio manageriale che i successi sono merito mio e gli insuccessi colpa dei collaboratori, Piscopo scarica la responsabilità dell’ennesimo “flop” sulle spalle di quel Giuseppe Oliva che, proprio lui e solo un anno fa, aveva fortemente voluto a capo del delicato settore e che ha appena allontanato dall’azienda. Peccato che l’Ad faccia finta di non ricordare che il responsabile della politica commerciale è innanzitutto proprio lui medesimo. Ma tant’è.

Domenica 8 Febbraio, mattina. Nelle edicole di tutta Italia, sul “Sole24Ore”, compare un pezzo-soffietto che certifica il “miracolo”: durante la giornata di sabato, Mago Merlino-Piscopo ha trovato i 4 milioni mancanti per Sanremo. Un fenomeno.

Come avrà fatto l’efficientissimo Ad di Rai Pubblicità a mettere la toppa agli errori di Oliva? Semplicissimo: non ha fatto altro che anticipare i fatturati previsti per marzo-aprile (tanto poi a primavera sia lui che il Dg Gubitosi avranno tolto il disturbo) raddoppiando spazi e sconti agli investitori. E così, anche per il Festival gli sconti hanno potuto raggiungere quel demenziale 90% che contrassegna ormai stabilmente la politica commerciale dell’ex-SIPRA.

Ma i danni non finiscono qui. Perché, come scrive testualmente “Il Sole24Ore”, confermando le anticipazioni dell’”Ultima Ribattuta”, per gli spot “la base a listino è passata da 30 a 15 secondi, con un costo diminuito ma non dimezzato. Anzi: il costo per secondo risulta sostanzialmente raddoppiato”. E sottolinea subito dopo: “solo per fare un esempio, un passaggio di 30 secondi durante il primo break nella prima serata, costava 231.000 euro lo scorso anno. Lo stesso primo passaggio (quest’anno da 15 secondi) scende a 220.800 euro. Risultato: prezzo al secondo salito da 7.700 a 14.700 euro”.

Non c’è che dire: proprio un affarone. Chissà come saranno contenti gli investitori.

Fabrizio Piscopo non se ne preoccupa più di tanto. Gennaio ha chiuso a -12% rispetto al già disastroso 2014, la raccolta del cinema (un tempo uno dei punti di forza della concessionaria) è precipitata da 30 a 4 milioni e quella della radio va pure peggio. E tutto ciò malgrado l’aver ulteriormente raddoppiato i diritti di negoziazione per i centri media (operazione già inaugurata nel 2013 grazie all’aumento dal 4 al 10% della commissione riconosciuta dalla capogruppo).

Ora, tanto per chiudere in bellezza, con una pletora di agenti superpagati nel tentativo di recuperare sul fatturato e su altre voci penalizzanti, comincia a circolare con insistenza anche la voce di un bilancio 2014 in rosso della concessionaria. Con un presidente, Lorenza Lei, molto perplessa sulla firma che dovrebbe apporre al prospetto. Ma Mago Merlino-Piscopo è tranquillo…

 

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