La Boschi “imboscata” su provvedimento Banche Popolari

boschi serra

Si allunga sempre di più l’ombra del conflitto d’interesse sul ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi.

BOSCHI IMBOSCATA – La domanda che in questi giorni sta rimbalzando sui vari mezzi di informazione è sempre la stessa: dov’era il ministro mentre lo scorso 20 gennaio il Consiglio dei ministri approvava la trasformazione delle banche popolari in società per azioni? Già l’assenteismo tra i parlamentari è una piaga che dà molto fastidio. Stavolta, però, la mancata presenza riguarda un provvedimento che interessa la famiglia della Boschi, oltre che lei stessa. Il decreto, infatti, ha coinvolto anche la Banca Popolare dell’Etruria, vice presieduta dal papà del ministro. Non solo, il fratello è dipendente e lei stessa ne è azionista.

Abbiamo già raccontato come le operazioni anomale in Borsa sulle azioni delle banche popolari abbiano portato alla plusvalenza di 10 milioni di euro denunciata dalla Consob. Tra le banche coinvolte, appunto, quella in cui della famiglia Boschi, che la Banca d’Italia ha deciso di commissariare. Il provvedimento del governo appare, tra l’altro, come un aiuto molto provvidenziale verso questo istituto di credito.

ASSENZA E ASTENSIONE – Ci si sarebbe aspettata un’astensione da parte del ministro quando l’esecutivo ha votato il provvedimento tanto discusso che ha riguardato la banca dell’Etruria e invece no. La Boschi ha motivato la mancata astensione con la sua assenza: in quelle stesse ore era impegnata – sempre nelle stanze del Parlamento – in altre riunioni di lavoro riguardanti la legge elettorale.

Eppure, come ha ricostruito il Fatto Quotidiano, dai resoconti stenografici dell’aula della Camera e di quella del Senato la Boschi in Parlamento non si è vista proprio.

Oltre al danno, pure la beffa. È giallo sull’assenza del ministro nella riunione del consiglio dei ministri su un provvedimento che si sta rivelando sempre più delicato. Sia per la plusvalenza di 10 milioni denunciata dalla Consob e – con molta probabilità – dovuta alla fuga di notizie da parte di qualche “amico” dell’esecutivo; sia per l’enorme conflitto d’interessi del ministro Boschi.

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