Lazio, Lotito e l’amarezza di Previti jr

Umberto Previti

Umberto Previti, 25 anni, figlio di Cesare, di professione portiere. O meglio, ex portiere, visto che ha deciso di lasciare il calcio professionistico per dedicarsi all’università.

Cresciuto nel vivaio biancoceleste, da sempre é tifosissimo laziale.
Negli ultimi giorni, dopo il terremoto scaturito dalla telefonata tra Lotito e Iodice, il suo nome è stato tirato in ballo da alcuni giornali, che hanno parlato di presunte raccomandazioni e pressioni fatte da papà Cesare nei confronti del presidente biancoceleste, quando Umberto ancora vestiva la maglia con l’aquila.
Non è la prima volta che vengono riportate queste intercettazioni. Ma dopo tanti anni, il
giovane aquilotto non credeva di ritrovarsi di nuovo in mezzo a tale polverone.

Umberto ti ha dato fastidio vedere il tuo nome sui giornali ed anche sui siti laziali?
Molto, perché da quella storia sono passati 9 anni ed è stato un fatto che mi è costato l’etichetta di ‘raccomandato’, anche se non è così. Se si legge il contenuto di quell’intercettazione, si capisce che il significato era un altro.

Ad esempio?
Mio papà lamentava la gestione del settore giovanile in mano a gente improvvisata che curava i loro interessi, facendo giocare gente raccomandata da loro.
Poi è stata ritirata fuori anche la storia della lista Champions League.

Spiegaci meglio la questione
Io in quella lista ci stavo, ma insieme ad altri 25 compagni della Primavera. Una cosa che facevano tutte le squadre che giocavano le coppe europee e che avevano la lista B dei giovani. Un fatto normalissimo, al quale è stato dato un incomprensibile risalto mediatico.

Ti sei mai sentito un raccomandato?
Assolutamente no e se ho fatto il professionista per 6 anni di certo non lo devo a una telefonata fatta da mio padre. Ripeto, una telefonata per lamentarsi della gestione del settore giovanile quando avevo 15 anni…

Ma perché ora ti hanno voluto tirare dentro a questo polverone?
Sono anni che alcuni quotidiani non perdono occasione per gettare fango sulla mia famiglia, ma questo non mi interessa. Ho fatto per tanti anni il portiere, ho le spalle larghe.
Quello che mi ha fatto male è stato trovarlo su diversi blog di tifosi laziali. Perché io sono uno di loro, e seguo sempre la Lazio, ovunque giochi.

Qual é attualmente il tuo rapporto con Lotito e quello della tua famiglia con lui?

Totalmente inesistente. Quando sbaglia lo critico, quando fa delle operazioni serie lo appoggio. Papà, per la sua personalità è normale che sia avvicinato da molte persone. Lui è tifoso laziale da sempre, e vista la sua influenza è stato costantemente presente in tutte le vicende legate ai biancocelesti. Fin dagli anni ’60. Ne ha viste di cotte e di crude, stando vicino, per amore, a tutti. Da Lenzini, passando per Chinaglia, Chimenti, Calleri, Cragnotti e Longo.

E con Lotito?
Con lui meno, ma questo non é importante. Adesso ha altro a cui pensare. Il rapporto che c’è con l’attuale presidente è soltanto quello di un semplice tifoso che però ha una personalità importante. Tutto qui.

Adesso cosa vuoi fare dopo questa polemica?
Assolutamente nulla. Non agirò in alcun modo.A calcio non gioco più da un anno per colpa di un brutto infortunio che mi ha spinto a dedicarmi solo allo studio. Quindi vivo il calcio da tifoso. Ma non da tifoso normale, perché di lazio sono totalmente malato e innamorato.
E sapere di ‘avere contro’ dei fratelli biancocelesti, mi ha fatto male.

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