Crack Parma: nemmeno i soldi per pagare gli steward

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Situazione sempre più imbarazzante a Parma. Dopo i fantomatici bonifici mai arrivati a destinazione (probabilmente mai partiti), che hanno fatto andare su tutte le furie i calciatori gialloblù, c’è il serio rischio che la partita di domenica tra la squadra di Donadoni e l’Udinese si disputi a porte chiuse.

Motivo? La società emiliana non avrebbe nemmeno i soldi per pagare gli steward e gli addetti ai lavori del Tardini, che hanno minacciato così di non presentarsi allo stadio. Visti anche gli arretrati che si sono accumulati in questi mesi di disastri.

Un clima surreale quello di Parma. Il caos si è impadronito della città, o almeno della squadra. Tifosi in contestazione aperta con la società (quale?), il nuovo patron, Giampietro Manenti, aveva promesso i bonifici che però non sono mai arrivati. “Non ha mantenuto la parola”, le parole di Damiano Tommasi, presidente dell’Aic (associazione italiana calciatori). Ogni minuto che passa, la situazione si fa sempre più pesante.

“Continuo a rimanere fiducioso”, ha dichiarato Manenti, forse rimasto l’unico a credere che le cose possano davvero cambiare.

Intanto si discute se far o meno disputare il match di domenica. L’ipotesi più accreditata, come detto, sembra quella delle porte chiuse, ma soltanto sabato mattina verrà data l’ufficialità. Il terreno di gioco è ormai abbandonato a se stesso (almeno quello però dovrebbe essere sistemato), come del resto il Parma. Buche, erba alta e rovinata, pallone praticamente incontrollabile rispecchiano in pieno le condizioni in cui si trova il povero club emiliano.

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