Roma: Circolo degli Artisti, i locali tornano al Comune

circolo degli artisti
circolo degli artisti

E’ “Il Messaggero” ad annunciare la fine dell’esperienza del “Circolo degli Artisti”, la struttura che non ha pagato l’affitto per 11 anni.

Sul quotidiano romano si legge dell’iniziativa del segretariato generale del Comune di Roma, che avrebbe scritto all’Avvocatura capitolina per far avviare la procedura finalizzata al recupero del bene, dal momento che “è stato accertato che l’utilizzo dell’immobile non risulta coerente con la natura concessoria”, invitandola quindi ad intraprendere ogni utile iniziativa a tal proposito.
Avevamo già scritto giorni fa dell’allegra gestione della realtà di Via Casilina Vecchia, che aveva tranquillamente fatto a meno di pagare il canone di locazione per ben 11 anni, pretendendo di decurtare dagli importi dovuti le spese sostenute per la ristrutturazione dello spazio.

Pugno duro del Comune, quindi, che rappresenta però una goccia in mezzo al mare dello scandalo denominato “Affittopoli”, che oramai quotidianamente ci riserva gustose novità.

Come la scoperta del ridicolo canone d’affitto che paga il circolo di Sel a Tor Tre Teste. 142 Euro per dei locali che il partito di Nichi Vendola utilizza per le sue riunioni, nonostante si affretti a precisare che il locatario effettivo sia l‘associazione culturale “Il segno”, che concede generosamente gli spazi per eventi ed iniziative politiche.

La notizia fa il paio con quella un po’ più datata della Onlus “Image”, presieduta fino al 2013 dal sindaco Marino, che paga i tre vani che occupa in Via dei Volsci 10 per l’irrisoria cifra di 163 euro mensili. Ciò a fronte dei 400 euro che vengono chiesti, per una stanza, agli studenti che abitano nello stesso palazzo.

Dei “canoni agevolati” di cui godono gli “amici degli amici” abbiamo parlato pochi giorni fa, ponendo l’attenzione sull’enorme quantità di denaro al quale il Comune di Roma rinuncia non affittando gli immobili di sua proprietà a prezzi di mercato.
Denaro che la Giunta Marino tenterà di rastrellare con la scellerata delibera in discussione in questi giorni in Aula Giulio Cesare, che prevede la svendita del patrimonio immobiliare capitolino, con la cessione di ben 600 immobili.

Ma mai ci si sarebbe aspettati l’esistenza di 300 case, sempre di proprietà del Comune, mai registrate ed in cui non si sa chi ci abiti. L’unica cosa di cui si è a conoscenza è che gli abusivi, facendo gioco su questa situazione, non cacciano una lira di imposte.
Appartamenti, negozi e addirittura scuole scoperti grazie a foto scattate durante ricognizioni aeree effettuate al fine di comparare la realtà catastale con quella effettiva.
Altri 200 milioni in meno di euro l’anno, a causa di questa “falla” creata per incuria o con la volontà di agevolare qualcuno.

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