Biocarburanti, a Gela la riconversione del petrolchimico

Biocarburanti
Petrolchimico Gela

Quelle che erano le più grandi raffinerie italiane a breve si trasformeranno in impianti industriali per la produzione di biocarburanti.

A Gela accadrà ciò che è già successo a Porto Torres e Marghera. Le nuove esigenze dei mercati faranno si che la chimica green prenderà il posto delle vecchie produzioni, riconvertendo interi impianti industriali.
Questo per mano di Eni, Texas Pacific Group ed il Gruppo Mossi & Ghisolfi, che con massicci investimenti ridipingeranno di verde il panorama della chimica italiana.

E sarà proprio a Gela che proseguirà questa rivoluzione già iniziata in Sardegna e Veneto, che si snoderà in un duplice filone.
Il primo, che prevede un investimento da 700 milioni di euro, consisterà nella creazione nel giro di tre anni di una bioraffineria che produrrà green diesel. Quello che era il più grande impianto petrolchimico d’Europa sarà destinato alla produzione di 750mila tonnellate l’anno di gasolio verde, un biocarburante di elevata qualità e sostenibilità ambientale.
Ad essere impiegati saranno olii di diversa origine: da quello di palma a quello di soia e girasole, con in progetto, in futuro, di trattare quelli esausti utilizzati per la frittura degli alimenti.

Nello stesso polo industriale è prevista la realizzazione di altri due impianti, stavolta allestiti con un investimento di 540 milioni di euro da parte di Texas Pacific Group ed il gruppo Mossi & Ghisolfi (già gestori di una struttura analoga del vercellese), che produrranno bioetanolo di seconda generazione.
Ad essere utilizzati, stavolta, saranno scarti agricoli e canna comune, che sarà coltivata su larga scala nei terreni limitrofi in modo da completare, a km zero, una filiera agro-energetica integrata ed autosufficiente.

Posti di lavoro per risollevare un’economia locale al verde. Rigorosamente green.

 

 

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