Dalla Cina con furore: arriva la copia della Fiat 500

Noi italiani, è risaputo, non sappiamo combattere i falsi. In tutti i sensi. Ed ecco che, dal salone di “Auto China 2014”, il salone dell’auto che si è aperto a Pechino, spunta la 500L dagli occhi a mandorla. Si chiama “Lifan 330”, ma è la copia, quasi spiccicata, della nostra macchina. La parte anteriore è identica, quella posteriore cambia un pò. Ma questo conta poco. Costa un terzo rispetto al modello italiano ed originale della 500L. Prezzi che variano tra i 4.226 e i 6.356 euro, rispetto ai 16 mila della nostra auto.

Clonare i prodotti occidentali è un “vizietto” che l’ industria cinese ha da sempre e che continua ad utilizzare. E, la cosa più grave, è che l’Italia non è in grado di difendere i propri marchi. Quello proveniente dall’Oriente è sembrato un vero affronto a cui non siamo stati capaci di rispondere. Così come non siamo capaci di fronteggiare il commercio abusivo. Solo a Roma (in quasi tutte le strade del centro) gli ambulanti sono tra i 15 e i 18 mila, per un giro di affari (loro e d’oro) che si aggira intorno ad un miliardo e mezzo di euro (sic). Tutti e tutto fuorilegge, naturalmente. Nel nostro Paese, in totale, i venditori abusivi sono quasi due milioni…

Meditate gente, meditate.

 

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