Roma-Feyenoord: Italia parco giochi dei vandali

Due giorni dopo, ci si interroga sui come e sui perché gli olandesi si siano impadroniti del centro storico di Roma e lo abbiano messo a soqquadro. Infierendo, scalfendo senza dignità e rispetto l’onore della città eterna. Calpestandone la sua storia.

La spiegazione più scontata, ma anche la più ovvia e plausibile l’ha data il “Fatto Quotidiano”, definendo l’Italia “il parco giochi d’Europa“. Una zona franca dove si possono infrangere le regole, dove si può far tutto senza essere puniti, dove pure se danneggi monumenti come la Fontana della Barcaccia del Bernini, urini per strada, carichi la polizia e spaventi i turisti, tanto non ti succede nulla.
Tutto vero, purtroppo. La realtà é questa: il nostro paese è diventato terra di conquista per i vandali delle altre tifoserie internazionali che vogliono dar sfogo alle loro repressioni.
Perché in patria non possono. Ormai è così, si è diffusa l’immagine di un’Italia debole, in crisi, incapace di arginare e fronteggiare problemi. Di trovare soluzioni.
Nel resto d’ Europa il pugno duro e le tecniche dissuasive delle forze dell’ordine scoraggiano i facinorosi. E lo sanno bene 120 tifosi della Lazio, arrestati in Polonia dopo gli scontri con il Legia Varsavia per “schiamazzi notturni” e per nulla più.
Quello che è successo con gli olandesi del Feyenoord a Roma (e due anni fa proprio con i polacchi del Legia in giro per la Capitale a creare panico e disordini) non sarebbe mai accaduto in altre città.
Vi immaginate, se il Big Ben o Tower Bridge fossero stati presi di mira dai supporter di qualunque squadra, che fine avrebbero fatto? O se la Torre Eiffel e l’Arco del Trionfo dovessero essere attaccati da vandali mascherati da tifosi? E se a Berlino avessero osato danneggiare la Porta di Brandeburgo e tirato bottiglie di birra contro i turisti? Il problema nemmeno si pone, perché non sarebbe accaduto e non accadrà mai nulla di simile. Mai. E il motivo é semplicissimo: le altre tifoserie sanno che non la farebbero franca e che finirebbero in galera, senza la così certa convinzione di uscirne in tempi brevi. Oppure subirebbero cariche della polizia talmente violente da indurli ad un ripensamento.
In Inghilterra, ad esempio, è molto diffusa in casi di manifestazioni che sfociano nella violenza, la pratica del “kettling”: alla prima avvisaglia di pericolo i poliziotti pressano i manifestanti verso un’area circoscritta e li chiudono con delle sbarre di ferro. Transennati vivi, i violentivengono lasciati lì per ore, senza cibo, acqua e servizi igienici. Un’esagerazione forse, ma funziona perché nessuna osa creare il panico.
Il problema dell’Italia non é che non ci siano le leggi, anzi, sul piano normativo non è seconda a nessuno. Purtroppo non é in grado di applicarle. E anche con il Feyenoord ne é stata un’ulteriore prova, con istituzioni e servizio d’ordine che si sono fatti trovare totalmente impreparati.
E il concetto di “Italia parco giochi” si è ormai diffuso anche nel panorama degli ultrà europei (anche se nel danneggiare monumenti c’è poco di ultrà), che vengono nel nostro paese e fanno come gli pare.
Un’immagine di un paese debole, facile da attaccare e da calpestare. Questo siamo diventati e siamo tutti colpevoli di questo disastro.

Articoli correlati

*

Top