Tenente animalista indagata, insubordinazione o ritorsione?

Barbara Balanzoni
La tenente Barbara Balanzoni

Fa discutere la controversa vicenda che vede coinvolta la tenente dell’Esercito Barbara Balanzoni, sotto inchiesta per insubordinazione aggravata.

I fatti risalgono al 2012, quando l’ufficiale era in missione in Kosovo come medico, con compiti supplementari di carattere veterinario. Nello specifico, la Balanzoni era stata incaricata anche di prendersi cura di tutti gli animali presenti nella riserva adiacente la base militare.
Proprio durante l’espletamento di questa mansione, la dottoressa era rimasta ferita ad una mano dai graffi di una gatta che aveva salvato da sicura morte per le complicazioni durante il parto.

Da qui l’inizio dei guai, iniziati una volta tornata in Italia. Sulla tenente animalista era piovuta l’accusa di disobbedienza aggravata, per aver contravvenuto all’ordine del Comandante di “avvicinarsi o farsi avvicinare da animali selvatici, randagi o incustoditi”.
Il Tribunale Militare di Roma l’aveva assolta con formula piena, ma la storia non era finita qui.
Poco tempo dopo la Balanzoni era stata di nuovo chiamata a difendersi da un’altra accusa, quella di aver diffamato un collega, da lei definito “mentecatto, pezzente e truffatore” durante un diverbio per questioni di soldi. Anche in questo caso, tutto finì con un proscioglimento.

Il resto è storia dei nostri giorni, con l’ennesima accusa mossale di ingiuria aggravata verso un inferiore ed una nuova, ben più grave, di insubordinazione aggravata e continuata nei confronti di un maggiore dell’Esercito.

Raccontata così, sembrerebbe la storia di una soldatessa indisciplinata. Ma quando si viene a conoscenza di altri dettagli, sorge il dubbio che le ripetute accuse che le sono state mosse possano avere ben altra origine.
La donna, nel corso della missione, aveva puntato il dito contro le condizioni fatiscenti dell’infermeria della base. Inoltre aveva denunciato la sottrazione di razioni di cibo perpetrata da alcuni suoi commilitoni.
Tutto ciò, probabilmente, aveva reso invisa a superiori e subordinati una persona particolarmente puntigliosa, tanto da far scattare veri e propri atti di nonnismo culminati con la circolazione di una foto che la ritraeva assopita all’interno di un mezzo militare. Con l’eloquente didascalia dal chiaro intento diffamatorio: “Pronto Soccorso sempre in allerta. Il loro motto è: arrangiatevi”.

A breve, quindi, l’epilogo di una storia sui cui i magistrati militari sono chiamati per l’ennesima volta a far luce.

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3 Commenti

  1. Maria said:

    Ho letto tutto quello che scrive su fb… io non riesco a credere che un medico scriva queste cose sugli infermieri…. ha troppa acrimonia verso gli infermieri..io presumo che deve essere successo qualcosa… Ma lavora ancora come medico? Io spero di no.. mi viene da da dire che è incompatibile con il posto di lavoro! Ma chi ha lavorato con lei cosa dice? Non è che ha fatto qualche cavolata ed è stata beccata da un infermiere che non le ha coperto le spalle?
    E poi… come dormiva sul posto di lavoro?

  2. Francesca said:

    Mah a me è bastato vedere come si è comportata su facebook, attaccando infermieri che avevano risposto al medico riguardo una legge, quella cioè che chiede all’infermiere di avvisare il medico in caso di errata prescrizione. Arrogante come pochi (e non si tratta certo di militari), la signora ha parlato di non mettere bocca nelle decisioni mediche, ma ahimé… chi ha voglia di finire in tribunale per gli errori medici? Purtroppo per gli infermieri, esistono sentenze. Se il medico sbaglia prescrizione e l’infermiere non corregge il medico, diventa corresponsabile. Per non parlare del fatto che non riconosce il titolo DOTTORE, che si dà a tutti i laureati, a degli infermieri laureati. Insomma una persona non proprio piacevole, che solo perché ha salvato una gatta, è stata eletta a paladina della giustizia. Comunque dormiva sul posto di lavoro e la foto è chiarissima.

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