Profughi, una risorsa per le solite onlus e pochi avvocati

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Sono 61, i milioni di euro spesi ogni anno dallo Stato italiano per dare assistenza legale gratuita ai profughi richiedenti asilo nel nostro paese.

E’ stata un’inchiesta de “Il Giornale” a rendere noti i numeri di uno scandaloso business che ingrassa una ristretta cerchia di onlus, cooperative sociali ed avvocati, che si spartiscono la succulenta torta del “gratuito patrocinio”. Un istituto che “ha l’obiettivo di garantire anche a chi è in condizioni economiche disagiate di essere assistito in giudizio da un avvocato che viene pagato dallo Stato”.

Il “gratuito patrocinio” negli ultimi anni è diventato quasi a completo appannaggio delle masse di profughi che, una volta sbarcati, chiedono accoglienza nel nostro paese, anche senza possedere i requisiti per essere considerati dei rifugiati.
Sono state 35mila le richieste di asilo o di altre forme  di protezione presentate in Italia dall’agosto 2013 al luglio 2014. Una massa di cause che va a congestionare l’attività dei nostri tribunali, già al collasso. Cause che costano allo Stato, per la remunerazione degli avvocati, dagli 800 ai 1000 euro cadauna, da moltiplicarsi per tre gradi di giudizio.

Un fiume di denaro che entra nelle tasche di una cerchia ristretta di legali, ammanicati con cooperative ed onlus specializzate nella ricezione dei profughi e presenti nei centri di prima accoglienza, che ai clienti sempre più numerosi “suggeriscono” il difensore da nominare, che può essere prescelto tra quelli presenti negli elenchi dei legali “abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato”. Ed è così che i fondi del “gratuito patrocinio” imboccano una sola strada, a senso unico. Ciò che dovrebbero costituire la principale fonte di sostentamento per un gran numero di avvocati e la tutela giuridica dei meno abbienti, fasce di popolazione entrambe messe in ginocchio dalla crisi, va ad ingrassare onlus e legali che monopolizzano il ricco business.

Per i profughi, dei controlli a cui devono sottostare gli italiani che richiedono l’assistenza legale gratuita, nemmeno l’ombra. E a giovarne sono i soliti furbi che si mischiano alla massa di quelli che profughi lo sono veramente. Che presentando delle motivazioni preconfezionate, fornitegli chissà da chi per richiedere asilo, distraggono risorse economiche e danneggiano la maggioranza di disperati che sbarcano sulle nostre coste in fuga da fame e guerre.

Una situazione che non potrà durare a lungo, e già si riscontrano le prime opposizioni al fenomeno. Come quella dell’Ordine degli avvocati di Roma, che ha iniziato a rifiutare una buona parte delle richieste di “gratuito patrocinio”, in quanto prive dei requisiti fondamentali.
Ospitali e solidali si, ma fessi no.

 

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