Tangenti: tutti su Palermo e silenzio sull’ex rettore dell’Aquila

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Questa mattina tutti i quotidiani parlano del caso di Roberto Helg, il presidente della Camera di commercio di Palermo arrestato con l’accusa di estorsione aggravata. Il paladino della legalità con il vizio del pizzo è stato colto in flagranza dopo essersi intascato una tangente di 80 mila euro dal gestore delle pasticceria “Palazzolo” nell’aeroporto di Punta Raisi.

Accuse schiaccianti contro di lui, dalle quali Helg non ha nemmeno provato a difendersi. “L’ho fatto per bisogno, mi hanno pignorato casa”. Naturalmente ed anche giustamente, tutti i giornali si sono scagliati contro di lui, con la sua foto in prima pagina che sta facendo il giro del paese (e anche del Mondo).

Peccato però che gli stessi giornali non abbiano avuta la stessa prontezza di parlare anche dell’ex rettore dell’università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, che per anni ha costretto Sergio Tiberti (titolare della cattedra di Igiene nella città abruzzese) a corrispondergli somme di denaro e utilità (macchine, soldi, sartoria e vizi vari) pari a 141 mila euro (dal 2001 al 2009). Soltanto il “Tempo” lo ha fatto parlando del processo che lo vede imputato per concussione ed estorsione verso un altro docente. “Ma è successo 5 anni fa”, potrebbe essere una giustificazione del mancato interesse per la questione. D’accordo, ma comunque si sta entrando adesso nella fase più calda del processo. E comunque, al tempo, non venne data tale risonanza al fatto. Qualcuno ci spieghi il perché di un così evidente differenza di trattamento.

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