Quando una firma costa 20 milioni di euro

Torniamo indietro di un mese e poco più. Negli ultimi giorni di marzo si consuma l’annunciato “addio ai monti” di Fuksas. Il suo contratto per la realizzazione della ormai nota “Nuvola” è scaduto e non sarà rinnovato. Un sogno infranto quello dell’archistar romano, colui che ha dichiarato di avere come unico cliente “l’essere umano”. Oh mon dieu! Quanta umanità, che uomo di sinistra! C’è da dire che con venti milioni di euro di compenso  (faraonico) già intascati, sono bravi tutti a fare gli snob, i superiori e pure gli offesi. Eh già, perché il caro Fuksas ha minacciato di togliere alla “Nuvola” la propria firma. L’essere umano si meriterebbe un tale affronto? Giammai. Pericolo rientrato. Resta da risolvere il problema economico e la vicinissima probabilità che l’opera resti incompiuta.

Ma nonostante il divorzio tra l’archistar Fuksas ed Eur spa( società che realizza l’opera, al 90% del Tesoro e al 10% del Comune di Roma), il presidente della società Pierluigi Borghini giura che il progetto sarà portato a termine entro il 2015 (e giù risate).

Piccola digressione. Il progetto nasceva nel 1998 con la giunta Rutelli, assegnato con un concorso nel 2000 e lavori iniziati nel 2007. Da allora sono passati sette anni e del progetto originale non c’è più traccia. Arriviamo a quello che c’è adesso: una struttura a forma di “Nuvola”  che galleggia in una teca di vetro e acciaio, altra 40 metri, larga 70 e lunga 175. Capienza  123 mila persone. Sarebbe diventato il più grande centro congressi d’Europa. Sarebbe, appunto.  Ora alla “Nuvola”  mancano tutti gli interni, e non stiamo parlando di pochi zeri visto che le rifiniture previste sono di altissimo pregio (e costo). L’incarico ufficiale come direttore dei lavori arriva a Fuksas nel 2008. L’inaugurazione prevista per il 2011, slitta al 2012, poi ad inizio 2013, in seguito alla primavera di quest’anno,  ma meglio guadagnare tempo, 2015 prima che inizi l’Expo (se inizia, visto che anche lì i lavori non procedono). Complimenti vivissimi a tutti!

Colpa delle polemiche, dei ritardi, dei soldi che non ci sono, la situazione è questa: Fuksas offeso ed indispettito se ne va con 20 milioni di euro in saccoccia; l’opera non è finita e dicono che costerà 276 milioni di euro (cifre non vera visto che ne servono almeno altri 100 per finirla. Se bastano). A questo punto occorre farsi delle domande. Prima: caro Fuksas, se il tuo cliente è “l’essere umano”, i tuoi compensi stratosferici li paga l’umanità? No, li sborsano i contribuenti romani con le tasse versate nelle casse del Comune.

E poi, dove si vanno a pescare le responsabilità di questa situazione se dal 1998, Eur spa ha cambiato quattro presidenti, quattro amministratori delegati e la città di Roma ha cambiato quattro sindaci? La diffusa pratica dello scaricabarile confonderebbe ancora di più questa situazione polverosa. Quindi? Facciamo come con i dogmi, accettando tutto così com’è.

Ancora, perché un progetto così dispendioso ed impegnativo parte senza nessuna copertura finanziaria? La “Nuvola” vale 400 milioni di euro e viene gestita da Eur spa, una società con un patrimonio inferiore al miliardo. Com’è possibile? E perché la realizzazione dell’opera viene affidata alla società “Condotte” (la stessa dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, per cui la fine dei lavori somiglia ormai quasi ad una leggenda) che non ha nessuna esperienza in materia? Ma soprattutto perché vengono approvati progetti del genere quando non ci sono neanche i soldi per pagare i controllori degli autobus?

Solita triste storia italiana: megalomania e nozze con i fichi secchi.

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