ESCLUSIVA- Lettera aperta di un arbitro di Lega Pro contro Tavecchio, Lotito e sistema calcio

In molti, probabilmente, si saranno chiesti perch√©, prima delle partite di luned√¨ Lazio-Fiorentina e Juventus-Sassuolo, i giocatori in campo abbiano osservato un minuto di silenzio prima del fischio iniziale. La spiegazione l’hanno immediatamente data i telecronisti che hanno raccontato del terribile incidente mortale sulla tangenziale di Torino, avvenuto domenica notte, nel quale ha perso la vita Luca Colosimo, arbitro trentenne di Lega Pro.

Stava tornando a casa dopo aver diretto il match tra Spal e Prato. Una tragedia che ha riaperto le polemiche sulle condizioni e sulla poca tutela che hanno gli arbitri, specialmente quelli delle categorie inferiori, della Lega Pro appunto.
Proprio alla nostra redazione √® arrivata una lettera aperta, uno sfogo di un fischietto che ha preferito rimanere nell’anonimato per evitare spiacevoli conseguenze. “Siamo legati al muro e se parliamo possiamo dire addio alle promozioni in B ed in A”. Una protesta, ma anche un appello nei confronti dei vertici del calcio per cercare di cambiare una situazione diventata umiliante e insostenibile.

“Buonasera, sono un arbitro di Lega Pro e vi scrivo perch√© la morte del mio collega mi ha davvero colpito, lasciando una ferita aperta dentro di me. Potevo esserci io al suo posto. Noi direttori di gara siamo trattati spesso come delle bestie. E, non esagero, ma rischiamo anche la morte. Siamo costretti il pi√Ļ delle volte a fare i chilometri in macchina per andare in trasferta ad arbitrare.
Da quando anche nella vecchia Serie C hanno deciso, per interessi televisivi, che il campionato debba essere uno ‘spezzatino’ ci chiedono di dirigere partite anche la domenica notte per due lire.
E la colpa o comunque molte responsabilit√† sono di Tavecchio e di Lotito. S√¨, perch√© il Coni ha stanziato dei tagli nel calcio. Tagli generali √® vero, ma il settore arbitri √® stato quello pi√Ļ martoriato. E la protesta del nostro Presidente Nicchi ne √© l’esempio. Non si pu√≤ andare avanti cos√¨. Ci hanno tolto 2 milioni di euro per le trasferte che, per fare bella figura e per i loro interessi, serviranno per cercare di salvare il Parma. Ma non potevano pensarci prima a tutelare i giallobl√Ļ? Perch√© tagliare a noi? Sono disgustato,¬†ho una rabbia dentro infinita.
Sapete quante volte mi sono accostato per evitare di schiantarmi per un colpo di sonno? Una cosa inammissibile. Prendiamo 100 euro per una partita. Se andiamo avanti √© solo per passione. Non abbiamo garanzie e quella di Colosimo √® stata una tragedia che si poteva evitare benissimo. Non √® una casualit√†. Ci chiamano per arbitrare il luned√¨, il venerd√¨, il sabato e la domenica. Trasferte anche di 400 km. E le spese le dobbiamo anticipare noi, poi dopo tre mesi arrivano i rimborsi. I raduni, inoltre, sono gratis, nel senso che non ci ridanno nemmeno un euro di quello che spendiamo. Eppure siamo arbitri professionisti. Non stiamo in Seria A, d’accordo, ma sempre professionisti siamo. Corriamo dei rischi enormi ogni volta.
Tavecchio, i tagli imposti dal Coni li ha fatti a modo suo, in base ai propri interessi. Non √® pi√Ļ ammissibile tutto ci√≤. Non so se questa denuncia possa servire a qualcosa, ma almeno tutti si possono forse rendere conto in che condizioni stiamo vivendo. Mi appello al buon senso di chi comanda questo sport”.

Uno sfogo toccante quello dell’arbitro di Lega Pro. Una categoria, quella dei fischietti, molto spesso sottovalutata e calpestata. Spesso si tratta di ragazzi giovani che credono in quello che fanno, che amano il calcio e il proprio lavoro.
Proprio come lo amava Luca Colosimo.

 

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