Di nuovo in piedi, grazie all’esoscheletro Ekso

esoscheletro Ekso
L'esoscheletro Ekso

Con l’esoscheletro Ekso il brano del Vangelo “alzati e cammina” sta diventando realtà nella vita delle persone costrette sulla sedia a rotelle.

Ciò che fino a qualche anno fa sembrava fantascienza, e cioè tornare a far camminare pazienti affetti da lesioni midollari, cerebrali, sclerosi multipla o colpiti da ictus, oggi sembra fattibile per merito di una straordinaria invenzione.
L’esoscheletro bionico Ekso, messo a punto negli Stati Uniti, viene in questi giorni testato all’Irccs San Raffaele Pisana di Roma, il primo centro del Lazio a dotarsi del particolare robot.

L’esoscheletro avvolge tutto il corpo del paziente e grazie a 16 sensori collegati al suo corpo riesce a capire quanto peso viene spostato nella camminata, permettendo al corpo stesso di impostare ed effettuare i singoli passi.
Il tutto grazie a quattro motori alimentati da due batterie dall’autonomia di circa quattro ore.

Un’innovazione che permetterà ad una moltitudine di persone di alzarsi, anche se per poche ore al giorno, dalla sedia a rotelle che comunque non sarà mai del tutto abbandonata.
Un progresso non da poco, sia dal punto riabilitativo che psicologico. Basti pensare al miglioramento della qualità della vita dei pazienti dopo l’acquisizione della consapevolezza di poter di nuovo stare in piedi e muovere le gambe, contrariamente alla deprimente esistenza condotta da seduti o sdraiati h 24.

Il merito del dispositivo tecnologico, realizzato in acciaio e carbonio, è quello di trasformare le intenzioni in azioni, anche se le capacità iniziali di locomozione sono ridotte al lumicino.
Le difficoltà motorie dovute a paralisi parziali o totali, vengono superate dall’esoscheletro Ekso, che necessita in ogni modo dell’ausilio di un paio di stampelle per sorreggere il corpo.
Un’invenzione non da poco, destinata a cambiare radicalmente la vita di chi già si stava rassegnando ad un futuro sedentario.

 

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