Guerra all’Isis: ecco Jason Smith, il Rambo 2.0

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Lui è Jason Smith, ma può essere tranquillamente ribattezzato il Rambo 2.0: vuole fare la guerra all’Isis, così per partire ha deciso di raccogliere i soldi su internet.

Prima si chiamavano collette, ora si chiama crowdfunding: in questi ultimi anni nel web sono spuntate come funghi varie piattaforme online con lo scopo di raccogliere soldi per le battaglie più disparate. Dalle cause di beneficenza ai gruppi musicali che vogliono emergere fino ad arrivare, appunto, ai combattenti che vogliono fare la loro crociata. E così Jason Smith, oltre a vendere parte dei suoi beni, si è rivolto al popolo di internet per incrementare una base economica che gli consentirà di unirsi ai Peshmerga curdi nella guerra contro le milizie dello Stato Islamico. (clicca qui)

Dalla città di Dalles, nell’Oregon, al Kurdistan: “Sto per lasciare una carriera professionale sicura e importante e la mia attività, una volta raggiunta la meta, non verrà retribuita. Per questo cerco soldi che mi aiutino a coprire le spese di viaggio di andata e (almeno spero) di ritorno in America”. Jason Smith, infatti, oltre alle entrate e alle uscite economiche nella lista ha messo in preventivo un altro tipo di uscita, quella definitiva e meno auspicata, la morte. “Io voglio dare tutto per aiutare le persone massacrate, violentate e oppresse dall’Isis. Sono disposto a morire per questa gente e vi prego almeno di farmi arrivare lì. Sono un veterano paracadutista che ha prestato servizio nell’82 Divisione Airborne dell’esercito degli Stati Uniti”. Jason Smith nel suo appello spiega che ha già i contatti diretti con i Peshmerga e annuncia che si unirà alla lotta non appena raggiungerà i fondi necessari per farlo.

In dieci giorni, 470 dollari: la cifra è stata raccolta grazie alle donazioni di 7 persone. L’obiettivo è arrivare a 12mila dollari. Ogni finanziatore, poi, lascia il suo messaggio di ammirazione e di incoraggiamento a Jason: “Sei un grande Americano. Io e i miei figli siamo felici che finalmente qualcuno capisca. Il Signore sia con te” e ancora “Anche se so poco di te, sono onorato di conoscerti. Ti prego, stai molto attento e cerca di tornare a casa dalla tua famiglia e dai tuoi amici. Io mi metterò a pregare e ti sosterrò con l’amore e la luce”.

Nei giorni in cui Jason Smith ha iniziato a raccogliere i soldi, il conflitto ha subito vari sviluppi: in un’ampia offensiva contro lo Stato islamico, le forze curde hanno liberato altri sette villaggi nella zona a sud della provincia di Kirkuk, nel nord dell’Iraq. Lo scontro si sta facendo sempre più duro: nel corso dell’avanzata delle truppe irachene su Tikrit, le truppe jihadiste avrebbero utilizzato anche bombe al cloro.

La voglia di riscatto sta coinvolgendo anche molti cristiani iracheni: in seicento, come Jason Smith, hanno deciso di unirsi alle milizie curde dei Peshmerga. La scorsa estate raccontammo delle migliaia di cristiani fuggiti dalle zone in cui vivevano da secoli, come nella città di Mosul, capoluogo della provincia di Ninive a seguito della rapida offensiva dei miliziani dell’Isis. Prima discriminati e costretti a pagare tasse fino allora mai pagate, i cristiani sono stati infine obbligati ad abbandonare le loro case dove sulle porte venne dipinta la lettera N, di Nazarat (cristiani).

Ora dunque c’è la controffensiva che vede la partecipazione oltre a quella dei cristiani, anche di molti sciiti e Yazidi, incriminati dai fondamentalisti dell’Isis di essere adoratori del diavolo. A loro si aggiungerà Jason Smith, se il popolo di internet parteciperà con il suo contributo.

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