ESCLUSIVA: Ciucci (Anas) si scuote dal letargo e comincia a replicare

pietro ciucci, anas
Pietro Ciucci

Miracolo in via Monzambano. Pietro Ciucci finalmente ha deciso di venire allo scoperto. Lo ha fatto ieri prima con una lunga e cortese telefonata al nostro direttore, poi facendoci arrivare le risposte alle domande che da giorni l’Ultima Ribattuta gli aveva rivolto per cercare di fare luce su alcuni dei tanti misteri dell’Anas.

Intendiamoci, non è che il presidente-amministratore delegato abbia rivelato un granché. Basta leggere il contenuto delle sue repliche. Ma già il fatto che abbia sentito la necessità di ribattere – in un momento così delicato come quello che sta scuotendo gli ambienti delle infrastrutture italiane con i clamorosi arresti di Ercole Incalza e soci – è già qualcosa.

Soprattutto se, come ha promesso, il mega manager delle strade farà seguire a queste prime risposte una dettagliata intervista sulle strategie future dell’azienda. Nel corso della quale, ovviamente, gli chiederemo di chiarire anche quali siano i rapporti tra l’Anas e Stefano Perotti, l’imprenditore arrestato nell’inchiesta sugli appalti delle “Grandi Opere”, considerato un habitué nella frequentazione degli uffici di via Monzambano.

Su una cosa Ciucci ha voluto fare subito chiarezza: la futura privatizzazione dell’azienda non lo riguarda e quando scadrà il suo mandato – fra un anno – se ne andrà tranquillamente in pensione. «D’altra parte – ha sottolineato – pensate che un processo come quello della privatizzazione di Anas possa concludersi in così poco tempo? No, non penso proprio che possa riguardarmi».

Durante la conversazione telefonica con il nostro direttore, il presidente-pensionato si è scaldato una volta soltanto: quando si è lamentato per i collegamenti tra Anas e Acea che hanno finito per chiamare in causa anche la signora Ciucci, Ira Angrisani, la quale in Acea ricopre il ruolo di Investor Relations Manager: «Mia moglie non c’entra nulla con l’Anas ed è del tutto pretestuoso coinvolgerla. È in Acea da prima ancora che io arrivassi in via Monzambano e le nostre strade professionali non si sono mai incrociate». L’Ira di Ciucci, insomma, è giustificata.

Ecco le risposte in esclusiva alle domande che abbiamo posto a Pietro Ciucci sul nostro portale:

1) Perché Maria Cannata ha lasciato il Cda dell’ANAS?

«Come la stessa dottoressa Maria Cannata ha avuto modo di dichiarare in un’intervista resa al Corriere.it, le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione dell’Anas erano già note da tempo e non sono in alcun modo collegate alla vicenda del viadotto in Sicilia, ma sono dovute a motivi personali di sovraccarico di impegni di lavoro, essendo a capo della Direzione del debito pubblico del Dipartimento del Tesoro».

[Noi non avevamo messo in relazione le dimissioni della Cannata con il ponte crollato in Sicilia. Come si dice? Ah sì: excusatio non petita, accusatio manifesta].

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2) Quali sono i rapporti tra ANAS e Acea dove lavora sua moglie Ira Angrisani?

«Normali rapporti tra una società che si occupa di strade e autostrade e una che si occupa di energia. Paghiamo le bollette come tutti gli utenti e abbiamo anche qualche contenzioso con Acea per le interferenze dei loro impianti con i nostri cantieri. Quanto a mia moglie, lavora come dirigente all’Acea dal 2001 – quando io non ero ancora in Anas – con lo stesso incarico ricoperto anche attualmente».

[Siamo lieti di apprendere che Anas paga regolarmente le bollette (a differenza delle migliaia di romani alle prese con quelle pazze). E, soprattutto, che anche i congiunti abbiano i loro contenziosi con Acea, come noi comuni mortali. Una precisazione: nessuno ha insinuato che sua moglie lavori in Acea per questioni di favoritismi. Siamo sicuri che sia competente e preparata. Non si giustifichi, altrimenti sembra che abbia qualcosa da nascondere].

«A differenza di quanto riportato in un articolo da Voi pubblicato, non ci sono contratti in corso di esecuzione tra l’Anas ed il Gruppo facente capo a Caltagirone, azionista di Acea».

[Prendiamo atto che in questo momento non vi siano contratti in essere. Ma siccome non si può ipotecare il futuro vorremmo sapere quanti contratti ci sono stati in passato].

«Infine, non esiste alcun rapporto di consulenza tra l’Anas e la presidente di Acea Catia Tomasetti o lo studio legale Bonelli Erede Pappalardo, dove la stessa è legale associato».

[Nessuna consulenza da parte di Anas. E da società controllate?]

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3) È vero che “ballano” 200 milioni nel bilancio che sta per essere chiuso? 

«Il bilancio del 2014 è ancora in corso di redazione e verrà sottoposto al cda nei tempi previsti dal codice civile, ma al momento non si rinvengono problemi di questo tipo e le nostre previsioni sono di chiusura con un utile ancora più consistente di quello degli anni scorsi».

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4) Cosa ha da dire sulla vicenda segnalata da Il Fatto Quotidiano sul dirigente che, dopo aver segnalato delle irregolarità,  è stato denunciato per calunnia? 

È un quadro dell’Azienda che lavora al Compartimento dell’Umbria e che ha denunciato una serie di fatti alla Guardia di Finanza. A seguito della sua denuncia, è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica. L’Anas ha in corso un audit interno sulla vicenda. L’Azienda non ha presentato alcuna denuncia nei suoi confronti. Sono stati i dirigenti del Compartimento a cui appartiene a presentare personalmente querela per diffamazione nei confronti del funzionario. L’Anas è dotata di una procedura per la tutela delle segnalazioni anonime (il cosiddetto “whistleblower”), nell’ambito delle misure del Piano Anticorruzione approvato dalla Società.

[La storia che ci è stata raccontata è ben diversa].

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