Calcio malato Serie A: il Parma tra l’arresto di Manenti e l’arrivo di Scaccia

Alfredo Scaccia (nel riquadro) e Giampietro Manenti

L’arresto del presidente del Parma Manenti è solamente il triste epilogo di una storia che non poteva far altro che finire male. Le responsabilità sono di tutti. Da Ghirardi in primis, alle Istituzioni, dal Coni alla Lega calcio, fino alla Figc. Tutti colpevoli di aver fatto finta di nulla di fronte ad una situazione grave come quella della società gialloblù.

Ma mentre il patron del club emiliano finisce in manette, arriva (forse) una buona notizia per il Parma. Andarci cauti è d’obbligo, visti i precedenti disastrosi di questi mesi, ma Alfredo Scaccia, ex patron del Frosinone, ha fatto sapere di essere interessato a salvare la squadra ducale. Il suo intervento, sarebbe spalleggiato da un gruppo di imprenditori londinese che “ha tutte le carte in regola per rilevare il club”.

Scaccia ha inviato ieri una lettera al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. “La mia storia calcistica è fondata sui principi che il primo cittadino auspica. Voglio incontrarlo visto che io e se mi riterrà personaggio meritevole di un colloquio, sono sicuro che sarà proficuo e importante”. Alla lettera è allegata la visura camerale che indica in 600 milioni di euro il capitale sociale del suo gruppo londinese.

Ma l’ex presidente del Frosinone ha posto una condizione categorica: “non voglio che Manenti entri in questa cosa, non voglio avere nulla a che fare con lui”. Probabilmente Scaccia è già stato accontentato, anche perché l’attuale patron del Parma è finito questa mattina dietro le sbarre, arrestato dalla Finanza con l’accusa di reimpiego di capitali illeciti. Insieme a lui, nella stessa inchiesta, sono finite in manette altre 22 persone per reati di peculato, associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di credito clonate, riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Insomma, Manenti (lo si era capito) non sembra una persona proprio raccomandabile.

Ma c’è poco tempo per salvare il Parma ed evitare che riparta dai dilettanti. La proposta di Scaccia è legata infatti all’eventuale passaggio di domani in Tribunale, quando il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di fallimento della società avanzata dalla Procura per gravi inadempienze fiscali. L’ex presidente della squadra ciociara, insomma, è pronto a fare la propria offerta solo quando al posto di Manenti ci sarà un eventuale curatore fallimentare.

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