Carceri: piccoli passi in avanti? Non basta

Sempre attuale e soprattutto mai risolto, il problema delle condizioni delle carceri italiane. Anche se alcuni, piccolissimi, passi in avanti sono stati fatti. 

Il primo dato importante riguarda il numero dei detenuti, diminuito, di poco, ma diminuito. “Al 28 febbraio 2015 -come scrive il “Tempo”- i reclusi sono 53982 persone, rispetto alle 62536 del 31 dicembre del 2013″.

Oggi dunque ci sono 8554 “galeotti” in meno nelle celle. Di sicuro un dato che non basta per risolvere il gravissimoproblema  del sovraffollamento delle carceri italiane. Anche perché é proprio il Dap ad ammettere che i posti regolamentari in tutti i penitenziari del nostro paese sono 49943. “Ovvero un affollamento del 100,8%: 108 detenuti ogni 100 posti letto”. 

Occorre quindi insistere, insistere e insistere. A nulla (o quasi) sono serviti i continui richiami e le condanne della Cedu (Corte Europea per i diritti dell’uomo). I reclusi italiani restano tanti, diminuiscono invece quelli stranieri. Non diminuiscono invece i suicidi, sia dei detenuti che delle guardie carcerarie. Il ministro Orlando dovrà lavorare sodo per cercare di risolvere questa situazione che dura da troppo tempo. Tante volte abbiamo scritto questo, tante altre lo scriveremo ancora.

L’Associazione Antigone fa poi sapere che “il calo della popolazione carceraria non ha minimamente inciso sulla criminalità esterna”, smentendo così il luogo comune del “più criminale dentro, meno delitti fuori”.

Ma questo è un ulteriore problema da affrontare.

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