Salerno-R. Calabria: Stefano Perotti, il direttore dei lavori che nessuno ha mai visto

Il viadotto "Italia" crollato il 2 marzo scorso (Fonte: TeleCosenza)

La storia di Adrian Miholca, l’operaio di 25 anni che lo scorso 2 marzo è volato giù dalla campata del viadotto sulla Salerno-Reggio Calabria è finita nell’ordinanza d’arresto di Ercole Incalza e Stefano Perotti il quale, di questo lotto di A3, è il direttore generale dei lavori. Peccato che nel cantiere nessuno lo abbia mai sentito nominare.

Nemmeno il sindaco di Laino Borgo (il paese di duemila anime verso cui ora viene smistato il traffico autostradale, dopo la chiusura di due svincoli da parte di Anas), interpellato da Il Fatto Quotidiano, sa di chi si tratti: Perotti? «Mai visto, né sentito». Gli fa eco Antonio Di Franco, segretario locale della Fillea-Cgil: «Non sapevo neanche che esistesse».

Eppure, arrestato per corruzione, indagato per associazione a delinquere Stefano Perottiha gestito appalti, attraverso gli incarichi di direttore dei lavori, per 25 miliardi”.

Stefano Perotti è figlio d’arte: suo padre, Massimo, fu il più giovane ingegnere impegnato con compiti dirigenziali nella costruzione dell’Autosole e fu direttore generale dell’Anas (dal 1974 al 1980), nonché presidente e commissario liquidatore della Cassa del Mezzogiorno. Perotti senior fu arrestato per concussione nel 1985 ma rispedì al mittente ogni accusa. 

Nelle carte del Gip si specifica che Stefano Perotti, sfruttando le relazioni esistenti tra Francesco Cavallo (presidente del Cda di Centostazioni Spa, arrestato anche lui) e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, indebitamente si faceva promettere “l’incarico di direzione dei lavori inerenti l’appalto Anas relativo all’autostrada A3”, “come prezzo della mediazione illecita verso il Ministro”.

Perotti operava “per ottenere la disponibilità del consorzio Italsarc all’affidamento dell’incarico”, mentre Giulio Burchi (uomo chiave della maxi inchiesta “Sistema” sulla spartizione dei grandi appalti, il cui nome compare nella lista Falciani, per via di un conto in Svizzera)si attivava verso Anas affinché non ponesse ostacoli”.

In data 11 giugno 2013 Anas consentiva l’avvio dei lavori per un investimento di 600 milioni di euro” e circa tre mesi dopo “Perotti (tramite società a lui riferibile) riceveva l’incarico di direzione dei lavori da Italsarc”.

Dunque Anas ha affidato alla Italsarci lavori di ammodernamento e adeguamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria” per un tratto lungo una ventina di chilometri. Proprio nel tratto affidato ad Italsarc lo scorso 2 marzo è morto l’operaio che lavorava per la Nitrex, una delle tantissime ditte in subappalto (sulla Salerno-Reggio Calabria si contano in media 2,25 imprese affidatarie per chilometro. Fatevi due conti).

Eppure sul campo Perotti nessuno lo ha mai visto. Come sottolinea il Gip nell’ordinanza “la particolare gravità della vicenda” si riscontra laddove “risulta evidente che Stefano Perotti, direttamente o per il tramite delle società a lui riferibili, non svolge neppure gli incarichi che gli sono stati affidati o li esegue con modalità tali da non giustificare gli enormi proventi che percepisce”.

In una conversazione del 7 ottobre 2014 Giulio Burchi parlando con un collega, racconta di aver raggiunto un accordo con “quell’asino di Perotti” per prendere una quota parte della direzione lavori su questo lotto della Salerno-Reggio Calabria: «C’ho un lotto che ho preso insieme a quell’asino di Perotti… però fa sempre l’asino guarda. Mai fare del bene a degli asini. Sulla Salerno-Reggio Calabria però… lì c’era magari bisogno di un ingegnere, però lui ci ha messo tutta la equipe che aveva su un altro lotto. […] Mi dà praticamente una percentuale sui lavori che vengono fuori. Ma dice però che la squadra ce l’ha già tutta completa. Capirai che non c’ha mai un cazzo di nessuno… lui fa dei casini, non si riesce ad arrivare mai in fondo a nessuna parte… comunque vediamo come vanno ‘ste cose io forse ho degli sviluppi nella mia carriera… ».

Pietro Ciucci, da noi interpellato per chiarire i rapporti tra Anas, Perotti e Italsarc ci fa burocraticamente sapere che «il direttore dei lavori nei contratti a contraente generale è nominato, per legge, dallo stesso contraente generale e che ciò è avvenuto anche nel caso dell’affidamento all’Italsarc del tratto della Salerno-Reggio Calabria tra Laino Borgo e Campotenese». Che tradotto significa: Perotti non l’ha messo lì l’Anas. Nemmeno Gesù Cristo fu rinnegato tanto in fretta. Ma se le regole sono queste, allora sarà il caso di cambiarle. E subito.

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