Le mani di Mafia Capitale sui canili di Roma

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La Cooperativa di Buzzi era stata ammessa a gareggiare per la gestione dei canili e gattili comunali di Roma senza avere alcun titolo.

Mafia Capitale voleva speculare anche sugli animali. Lo hanno denunciato le associazioni animaliste, Ava, Avcpp, Enpa, Lav, Oipa ed Animalisti Italiani, aggiungendo che la Cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi si era proposta nonostante la gara prevedesse esclusivamente la partecipazione di soggetti con esperienza almeno triennale “in servizi analoghi”.

La “29 Giugno”, dichiarano le associazioni animaliste, “non solo ha partecipato alla gara per la gestione dei canili e gattili comunali di Roma, ma addirittura è stata ammessa a gareggiare da sola, senza alcun raggruppamento di impresa con soggetti già con esperienza”.
Chiaro l’intento del gruppo malavitoso di voler mettere le mani su un appetitoso business e lucrare sulla pelle di migliaia di animali.
Poi l’accusa: “L’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Estella Marino spieghi come sia possibile ammettere in una gara che dovrebbe avere al centro il benessere degli animali una cooperativa che nel suo statuto ha servizi di pulizia industriali, ospedalieri e servizi di raccolta e trasporto di rifiuti”.

Estella Marino, chiamata direttamente in causa, si è difesa sostenendo che “dopo decenni di affidamento diretto, per la prima volta Roma Capitale ha predisposto un bando per la gestione dei canili e gattili romani. C’è chi parla di gara inquinata – ha aggiunto – ma è una falsa informazione perché la gara per la gestione dei canili è stata sospesa in autotutela, a seguito dell’inchiesta “Terra di mezzo’”, come le altre gare in capo al Dipartimento Tutela Ambientale. La 29 Giugno, come riportato dagli uffici responsabili dei procedimenti amministrativi, ha partecipato alla prima fase, quella di manifestazione di interesse e non alla gara, così come tutti, perché la sospensione è avvenuta prima che chiunque potesse presentare un’offerta. Nel caso della 29 Giugno – spiega la Marino – va precisato che la Cooperativa ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di avere svolto negli anni precedenti servizi come quelli richiesti dal bando. Come previsto dalla legge, in base ad un’autocertificazione, è stata riscontrata semplicemente la sussistenza dei requisiti minimi per potere in futuro eventualmente partecipare alla gara, previa verifica. Verifica che non è stata effettuata perché non c’è stata nessuna gara e, quindi, nessuno offerta”.

Resta la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire la storia se le indagini della Magistratura non avessero rotto le uova nel paniere di Buzzi e Carminati.
Il Dipartimento avrebbe scoperto la palese falsità dell’autocertificazione a seguito delle verifiche di cui ha parlato l’Assessore Marino?
Oppure qualcuno, all’interno dello stesso, avrebbe chiuso un occhio e la gara d’appalto per la gestione dei canili e gattili comunali sarebbe stata vinta dalla Cooperativa 29 Giugno, come sospettano le associazioni animaliste?
Chissà…

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