Le dimissioni di Lupi: “Lascio a testa alta, per responsabilità politica e non giudiziaria”

lupi

L’ormai ex ministro Lupi: “Non invoco garantismo nei miei confronti, perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. I pm non hanno ravvisato nulla nella mia condotta che potesse essere perseguito”. Il M5S: “Racconti il sistema delle grandi opere”. Brunetta: “dispiaciuto per l’annuncio in tv ma piena solidarietà per battuta di caccia mediatica”. Cicchitto contro Renzi: “Usati due pesi e due misure”

Poco più di venti minuti, per difendere se stesso, il suo operato al Ministero delle Infrastrutture e, soprattutto, la sua famiglia, in particolare il figlio Luca. Dopo l’annuncio a Porta a Porta, Maurizio Lupi ha ribadito in Aula, alla Camera, la decisione di dimettersi per il coinvolgimento nell’inchiesta sulle Grandi opere, in cui non è comunque indagato. Una decisione presa “per responsabilità politica”, “a testa alta”, “a 72 ore dai fatti e non a 72 giorni”. “Non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte”, ha cominciato l’ormai ex ministro. “Non invoco garantismo nei miei confronti, perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia”. Guarda il VIDEO

“Ciò che mi chiama qui, doverosamente davanti a voi, non è una responsabilità giudiziaria ma una responsabilità politica, per le scelte politiche che ho fatto alla guida del mio ministero”, tant’è che “i pm, e non io che sapevo di non aver commesso nulla di illecito, non hanno ravvisato nulla nella mia condotta che potesse essere perseguito”. Guarda il VIDEO

Quanto alle accuse politiche mosse nei suoi confronti, Lupi ha spiegato di non aver rimosso Ettore Incalza, il potente capo della struttura tecnica di missione arrestato con l’accusa di corruzione, induzione indebita e altri delitti contro la pubblica amministrazione, “perché a seguito di una approfondita istruttoria della sua posizione ho potuto verificare che nei vari procedimenti penali che lo hanno interessato Incalza non ha mai subito alcuna decisione di condanna”. Guarda il VIDEO

Ma è sull’accusa di aver favorito il figlio Luca che Lupi ha usato i toni più duri: “Non ho mai fatto pressioni con chicchessia per procurare un lavoro a mio figlio. L’intercettazione, strumentalizzata a questo fine, in cui chiedo all’ingegner Incalza di vedere mio figlio per dargli consulenza e suggerimenti, documenta che ho proposto a mio figlio ingegnere, appena laureato, di incontrare una persona di grande esperienza che potesse consigliarlo nella scelta da fare. La decisione di Incalza di telefonare Perotti non può coinvolgere la mia responsabilità” E poi: “Mio figlio lavora in America, mandato alla Som di San Francisco dal politecnico di Milano, non da altri. E’ stato assunto perché considerato bravo”. Guarda il VIDEO

Quindi l’affondo contro le opposizioni, contro chi lo ha attaccato negli ultimi giorni, Movimento 5 Stelle in testa: “A voi giovani deputati, che urlando fori dalla realtà e agitando demagogia a brandelli, mi avete insultato in questi giorni, vi auguro dal profondo del cuore di non trovarvi mai dentro a bolle mediatiche difficili da scoppiare. Vi auguro di non avere mai qualcuno che con potenza di fuoco entra nella vostra vita, nei vostri affetti familiari, nella vostra intimità. Vi auguro di non avere mai nessuno che tiri in ballo la vostra famiglia”. Guarda il VIDEO

E ancora: “Lascio il governo a testa alta, guardandovi negli occhi. Continuerò a fare il mio dovere, com’è giusto fare in Parlamento. So che il tempo sarà galantuomo, spero sia altrettanto galantuomo in futuro chi oggi ha speculato sul nulla, ma paradossalmente la mia scelta di dimettermi non ha fatto vincere il pregiudizio ma il giudizio”. Guarda il VIDEO 

Infine il grazie a Renzi, in chiusura, dopo il grazie a Letta in apertura, a spazzare il campo da voci di litigi e scontri: “Ringraziato il presidente del Consiglio, che al di là dei retroscena, in questi giorni con un confronto leale e serio, non mi ha mai chiesto di dimettermi ma affidato alla mia scelta personale questa decisione”.

La scelta di Lupi è stata apprezzata dal Pd, con il capogruppo a Montecitorio, Roberto Speranza, che ha parlato di “atto di sensibilità istituzionale e di opportunità politica”, “di scelta chiara e apprezzabile che noi intendiamo con il senso di non voler lasciare zone d’ombra nel rapporto tra istituzioni e cittadini” .

Meno duro di quanto ci si poteva aspettare l’intervento del Movimento 5 Stelle, affidato ad Alessandro Di Battista, tanto più dopo che su Twitter Beppe Grillo aveva ironizzato sulla concomitanza tra le dimissioni di Lupi e l’eclissi solare, lanciando l’hashtag #EclissiDiLupi. In Aula Di Battista ha suggerito a Lupi di diffidare “dagli amici che amici non sono, sono squali pronti a sacrificarla per mantenere un posto di governo”, gli ha chiesto di “restituire i compensi dell’ultima legislatura, si arricchirà di dignità” e lo ha invitato a denunciare il sistema che porta all’aumento dei costi delle grandi opere: “E’ stato ministro, conosce il sistema, raccontarlo sarebbe l’atto più coraggioso che potrebbe fare. Incalza non parlerà, è abituato a stare zitto”. Guarda il VIDEO

Per Forza Italia, Renato Brunetta si è detto “dispiaciuto per le sue dimissioni ma anche del fatto che lei le abbia annunciate in tv e non in Parlamento”, poi ha espresso “solidarietà alla sua persona colpita senza scrupoli: abbiamo assistito a una battuta di caccia mediatica, una battuta di caccia osservata senza scandali da Renzi, come se fosse normale che un ministro fosse intercettato per due anni con la tecnica della dissimulazione”. E ancora: “Il ministro Lupi, e dico ministro, non ha ricevuto nemmeno un avviso di garanzia”. Guarda il VIDEO

Appoggio scontato da Ncd, il partito di Lupi, con Cicchitto che non ha fatto mancare dure stoccate a Renzi, ricordando il caso De Luca e quello dei sottosegretari indagati e parlando dunque di “due pesi e due misure”: “Il Pd candida come presidente di regione una personalità che io stimo e che è stata condannata, alcuni sottosegretari di governo sono indagati, ma evidentemente non hanno effetto mediatici e quindi non provocano la preoccupazione del presidente del Consiglio”. Poi, rivolto ai deputati di Sel: “Se fossero conseguenti dovrebbero chiedere a Vendola di dimettersi perché indagato”.

 

Articoli correlati

*

Top