Lavoro: 65 anni fa nasceva la Cisnal. Ecco la storia calpestata

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Il 24 Marzo del 1950 a Napoli, presso la sala Maddaloni, per volontà di alcuni sindacalisti non comunisti tra cui, Ugo Clavenzani, Gianni Roberti e Giuseppe Landi, nasceva la CISNAL.

La CISNAL raccoglieva l’eredità del Sindacalismo Rivoluzionario di Filippo Corridoni, morto alla Trincea delle Frasche il 23 ottobre del 1915 mentre, assieme ai suoi commilitoni, cercava di respingere un assalto austriaco. La figura di Corridoni e il suo pensiero furono  “usati” dal Fascismo in quanto fu, come Mussolini o il Sindacalista della CGIL Giuseppe DI Vittorio, un convinto interventista che prese le distanze dal Partito Socialista proprio all’inizio del conflitto del 1915.

Mussolini, in seguito, lo definì “Apostolo del Lavoro” ma erano in molti a dubitare che, se Filippo Corridoni fosse rimasto in vita, avrebbe aderito al Partito Fascista. Lo stesso Giuseppe Di Vittorio una volta affermò che se Corridoni fosse rimasto vivo “non sarebbe mai stato fascista”.

Ovviamente la verità la sapeva solo Corridoni ma è indubbio, però, che fra il Sindacalista Rivoluzionario e il futuro capo del Fascismo c’era un legame strettissimo al punto che, quando Corridoni cadde sotto il fuoco Austriaco, Mussolini sul Popolo d’Italia scrisse un memorabile articolo per ricordare l’amico sindacalista scomparso.

Detto questo non è azzardato dire che la Cisnal nacque da una costola dell’area della sinistra sindacale italiana.Per comprendere meglio questa affermazione e per capire come oggi ci sia una frammentazione delle organizzazioni di  rappresentanza dei lavoratori bisogna fare un breve excursus storico. Nel 1912 ci fu la rottura con la CGdL (Confederazione Generale del Lavoro), sindacato legato al Partito Socialista, e la nascita dell’Unione Sindacale Italiana (USI) al quale aderirono anche esponenti che approderanno nella sinistra Italiana come Giuseppe Di Vittorio e Filippo Corridoni.

Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, fu ricostituita la CGIL e Di Vittorio ne divenne Segretario Generale. Un gruppo di irriducibili sindacalisti, la cui adesione al fascismo era stata il risultato della militanza nell’USI, sindacato fondato da Alceste De Ambris e di cui Corridoni fu attivissimo organizzatore, diede vita al Movimento Sindacalista Italiano (MOSI)

Il MOSI si pose, nel panorama sindacale di allora, come erede del Sindacalismo Rivoluzionario e ottenne da Di Vittorio, che ne condivideva lo spirito, diritto di cittadinanza nella CGIL riuscendo a “convivere” con i comunisti, con i socialisti e con i cattolici fino al 1948. A seguito dell’egemonia operata dai comunisti nella CGIL uscirono tutti coloro che comunisti non erano dando vita, nel 1949, alla Federazione Italiana del Lavoro che a sua volta, nel 1950, si dividerà in altri tre grandi Confederazioni Sindacali.

I continuatori dell’USI fondarono la CISNAL il 24 marzo, i Socialisti dissidenti il  5 marzo diedero vita alla UIL e i cattolici si riunirono nella CISL nata il 30 aprile. Nascevano così le quattro grandi Confederazioni Sindacali che, anche se separatamente, viaggiavano unite con una sola strategia, la difesa dei lavoratori dipendenti.

Primo Segretario Generale della CISNAL sarà eletto Giuseppe Landi che resterà in carica fino alla sua morte avvenuta a Roma nel 1964. Gli succederà Gianni Roberti, deputato del Movimento Sociale Italiano, che fu costretto a dimettersi nel 1979  a seguito della sua adesione a Democrazia Nazionale che scomparve dalla scena politica con le elezioni Europee dello stesso anno.

Il comitato Centrale elesse allora Ivo Laghi che riuscì nell’opera di pacificazione delle varie correnti che si erano riprodotte all’interno della CISNAL e in un clima di unità interna riuscì a portare la Confederazione a livelli strutturali, organizzativi e politici fino ad allora impensabili nonostante le pesanti discriminazioni che venivano messe in atto dalle controparti datoriali per non dispiacere la triplice.

L’azione della CISNAL, negli anni ’80, ha rappresentato per tutti i lavoratori italiani un baluardo di libertà sindacale e di continuità di diritti che, con il tempo, venivano  sempre più intaccati dalle controparti e poco difesi dalla “triplice sindacale”. Laghi rimase Segretario Generale fino al 1990. Dopo Laghi furono Segretari Generali  prima Fedele Pampo e poi Corrado Mannucci senza però lasciare segni del loro passaggio. Un cambiamento si ebbe con l’elezione di Mauro Nobilia nel1992 che però si rivelò “strumentale” all’ascesa in politica dello stesso Nobilia che verrà poi eletto deputato europeo.

Nel 1996 nasce l’UGL che raccoglie l’eredità della vecchia CISNAL ma fu allora che inizia la fase discendente dell’organizzazione che si ritrova nel 1999, dopo l’elezione di Nobilia al Parlamento Europeo, ancora una volta divisa da gruppi che si contendono la Segreteria.

Dallo scontro tra Stefano Cetica e Renata Polverini esce vincitore il primo che sembra voler far “pagare” alla Polverini il fatto di aver contrastato la sua elezione. Finisce tutto con un accordo tra i due che vedrà la Polverini, nel 2006, succedere a Cetica nella Segreteria Generale e che la vedrà poi utilizzare, mediaticamente, il suo incarico sindacale per trasferirsi nell’area politica riuscendo a farsi eleggere prima Presidente della Regione Lazio e poi deputata nelle file del PDL.

Alla Polverini succede Giovanni Centrella, operaio metalmeccanico, che da l’impressione di voler riportare il sindacato all’interno delle fabbriche e che invece, a seguito delle note vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto per appropriazione indebita, è costretto alle dimissioni. E’ il periodo degli sperperi e delle famose carte di credito usate per spese personali come la biancheria intima acquistata (con i soldi dell’UGL) dalla Polverini a New York o di altre spese fatte (sempre con le carte di credito dell’UGL da Cetica sempre a New York).

E’ bene ricordare che le suddette carte di credito erano in uso ai due ex Segretari Generali anche quando questi non avevano più cariche nell’UGL tali da giustificare l’utilizzo di carte di credito.

Centrella  viene sostituito, dopo un travagliato Consiglio Nazionale, da Geremia Mancini, un sindacalista vecchio stampo ed estremamente corretto, al punto che decide di “gettare la spugna” dopo solo due mesi dalla sua elezione dimettendosi.

Il resto è storia corrente che i nostri lettori conoscono bene e che sta facendo vivere, soprattutto agli associati all’UGL, un periodo poco edificante.

Oggi,  “compleanno della CISNAL”, gli iscritti al sindacato, forse, avrebbero voluto  vedere, per un giorno,  le due fazioni in lotta celebrare questo anniversario unitariamente nel rispetto di tutti coloro che per il sindacato hanno sacrificato carriere sui posti di lavoro e rubato tempo agli affetti familiari. Purtroppo non sarà così e forse la colpa è di chi ha rifiutato di aderire agli appelli per l’ unità che sono stati lanciati da vari Segretari Territoriali.

Se questi appelli, e fra questi in particolare quello del Segretario dell’UGL di Napoli Francesco Falco, fossero stati accolti almeno per oggi ci sarebbe stato un momento di unità , invece una parte, quella che sostiene Capone, celebrerà a Trieste e l’altra parte, quella a favore di Muscarella  a Napoli mentre i lavoratori, gli associati, si domandano  quando tutto questo finirà.

DI certo è che se Filippo Corridoni fosse ancora in vita non starebbe nè con l’una nè con l’altra parte ma si schiererebbe con i più deboli e più colpiti da questa faida: gli iscritti all’UGL.

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