VIDEO-Occupazioni e sgombero: due “sedi” e due misure

Le difficoltà della Capitale possono considerarsi risolte con lo sgombero della sede del Blocco Studentesco di piazza Perin del Vaga, avvenuto ieri nel quartiere Flaminio? I problemi di una città come Roma possono essere racchiusi in un monolocale di 20 metri quadrati senza bagno né luce?

La risposta, identica per le due domande, è ovviamente no. Eppure chi governa i nostri enti locali crede – e vuol far credere – che sgomberare un “buco” come la sede riqualificata dai ragazzi di Blocco Studentesco possa essere utile a dare l’idea di efficienza e di rispetto della legalità. Peccato, però, che quel “buco” di 20 metri quadrati senza bagno né luce sia diventato la culla di numerose iniziative di solidarietà e si sia trasformato in centro di aggregazione giovanile, senza fini di lucro.

A fornire le cifre di una ridicola incoerenza è Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound Italia: “In una città che vede 571 immobili con affitti bloccati da 15 anni, un’evasione annua di 8 milioni nonostante canoni ridicoli, più 17,5 milioni di bollette non pagate, il problema è sgomberare una sede della nostra organizzazione”.

Due “sedi” e due misure, verrebbe da commentare così la logica con cui l’amministrazione guidata da Ignazio Marino gestisce la legalità degli spazi in città. Ve li immaginate i blindati della polizia e i carabinieri schierati con scudo e manganello, pronti a sgomberare la storica sede del Partito Democratico in via dei Giubbonari, in pieno centro? Eppure il Pd deve versare al Comune di Roma una cifra riguardante le morosità accumulate negli anni che si aggira intorno ai 100 mila euro.

Un grande sforzo di fantasia servirebbe anche per immaginarsi lo stesso impiego di forze dell’ordine impiegate per spegnere i roghi tossici all’interno dei campi nomadi o sventare i puntuali furti di rame che interrompono i collegamenti ferroviari. Oppure potrebbero essere impiegate per regolarizzare le tante associazioni sparse sul territorio di Roma che gestiscono immobili, occupati, anche di pregio e di valore storico. Sarebbe bello che gli amministratori di questi “spettacoli” e “iniziative” cominciassero a strappare qualche biglietto d’ingresso all’entrata o a rilasciare qualche scontrino per le consumazioni che somministrano.

Il Circolo degli Artisti è stato solo l’ultimo caso in ordine di tempo. A Roma, in centro come in quartieri più decentrati, sono numerose le associazioni artistiche che non rispettano gli obblighi di legge in materia fiscale.

Ma il problema è quel monolocale di 20 mq occupato dal Blocco Studentesco.

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2 Commenti

  1. Mirko said:

    Caro Andrea credo che uno prima di parlare deve essere a conoscenza dei fatti.
    1) lo sgombero era senza preavviso e i ragazzi erano dentro il locale perché avvertiti di prima mattina da alcuni ragazzi del quartiere..la polizia è arrivata verso le 8:30/9:00 e lo sgombero è stato effettuato verso le 11:30/12:00..in tutto quell arco di tempo sono iniziati ad arrivare molti militanti da tutta roma(tra cui il sottoscritto)quindi per favore evitate di parlare a caso!
    2)il murales di cui parli è stato fatto dai ragazzi del Blocco Studentesco per ricordare un ragazzo morto(con il permesso di gran parte della gente che in quella piazza ci abita)
    3)nel quartiere non c’è assolutamente nessuna svastica!
    PRIMA DI PARLARE INFORMATEVI BENE

  2. andrea said:

    Concordo con il senso generale dell’articolo, 40 e più agenti impegnati per sgomberare un buco di locale quando Roma è allo sprofondo sotto tutti i punti di vista è abbastanza ridicolo. Vorrei però solo precisare due punti: lo sgombro non è senza preavviso come afferma casapound in quanto si sono riuniti i ragazzi dentro di prima mattina per fare resistenza, in più da quando casapound ha occupato, il quartiere e la stessa piazza (storica aggiungo) si sono riempiti di scritte su muri, murales, svastiche e manifesti politici abusivi ovunque.

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