Ecco Mister Legalità: la resa di uno stato impotente

La legalità, un valore assoluto insito in ognuno di noi. Un principio fondamentale per l’uomo, da mettere in pratica sempre, come ci è stato insegnato dai nostri genitori. Un principio, appunto, come l’educazione, il rispetto, l’onore. La legalità è ovvia, a meno che non si decida di trasgredire, di delinquere, di diventare disonesti.

Purtroppo, però, la legalità non è affatto così scontata. Lo abbiamo visto in tutti gli scandali (sembrano scoppiati a ripetizione solo adesso, in realtà ci sono sempre stati) che hanno colpito i politici, i vertici delle aziende di Stato, i dipendenti pubblici degli enti locali, le forze dell’ordine. Presi con le mani nel sacco, intercettati, sfacciatamente colpevoli e indifendibili.

Corruzione, mazzette, raccomandazioni e tanto altro disgusto. Non è bastato aver smascherato una parte di questo marciume (chissà quanto ce n’è nascosto ancora) per richiamare tutti all’ordine, per dire “ok, basta, abbiamo sbagliato torniamo ad essere onesti”, per azzerare gli approfittamenti. No, non è bastato e l’introduzione, o meglio l’incarnazione, di una figura nuova, quasi mostruosa, come “Mister legalità” ne è la dimostrazione più lampante.

Un garante della trasparenza. Un personaggio, forse il più onesto tra i dirigenti di azienda, che controlli tutto quello che fanno colleghi o superiori. Una persona che, se sente aria di corruzione o è testimone di qualche soffiata, avverte subito chi di dovere. Una sorta di “spione” messo lì per accertare che nessuno rubi. È la nuova idea lanciata dal Mef (ministero economia e finanza) per cercare di mettere un punto a tutti coloro che trasgrediscono le regole. A chi, dunque, non rispetta la legalità.

Ma dove siamo arrivati? C’era davvero bisogno di Mister Legalità (solo il nome è inquietante) per limitare il pericolo di ruberie nelle aziende dello Stato? Dovrebbe essere cosa normalissima comportarsi onestamente, nel rispetto delle regole e della legalità. Il fatto che evidentemente non sia così deve far riflettere. Ma quanta corruzione c’è allora? Che differenza esiste tra un delinquente e un dirigente che ruba?

La legalità, dicevamo, un valore che non è poi così scontato come sembra. E il nuovo “Mister” adesso dovrà garantire per essa. Resta il fatto che l’incarnazione di questo principio rappresenta un’autentica sconfitta.

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