Anas, l’uomo solo al comando si difende, spiega e contrattacca

Pietro Ciucci, Anas
Pietro Ciucci, presidente Anas

In questi giorni su Anas e sul suo presidente Pietro Ciucci si sta dicendo (e scrivendo) di tutto. C’è bisogno di fare chiarezza: l’inchiesta “grandi opere”, il caso di Stefano Perotti, la Salerno-Reggio Calabria e il suo “autolicenziamento” da direttore generale con doppia buonuscita. È arrivato il momento di comunicare. E lui lo fa con noi in una lunga intervista.

Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci è una persona schiva, riservata. Non ama rilasciare interviste e far parlare di sé a meno che non si tratti di questioni strettamente connesse alle attività di Anas. «Di interviste io ne ho sempre fatte pochissime. E le poche che ho fatto sono sempre state legate a situazioni concrete: il completamento di un lavoro, l’avvio di un altro. Fatti. Le interviste autocelebrative le lascio a qualche altro manager».

Anas generalmente comunica attraverso i comunicati stampa, il sito internet («Nella sezione “Trasparenza” c’è scritto tutto, alla luce del sole. Non abbiamo nulla da nascondere»), qualche nota di precisazione e molte richieste di rettifica.

Ma con il crollo del viadotto in Sicilia, le dimissioni per “motivi personali” del consigliere d’amministrazione Cannata (ancora non sostituita), l’inchiesta sulle grandi opere con l’arresto di Stefano Perotti, direttore dei lavori proprio sul tratto della Salerno-Reggio Calabria dove ha ceduto la campata e un operaio è morto («Quando me lo hanno detto non ci potevo credere»), per non parlare del clamore suscitato dalla notizia che, nel licenziarsi da direttore generale, avesse fatto un conteggio “furbetto” per farsi riconoscere una doppia buonuscita, le questioni alle quali rispondere una volta per tutte erano diventate decisamente troppe. E una nota stampa non sarebbe stata sufficiente.

Per questo motivo lo schivo e riservato Pietro Ciucci ha rotto gli indugi e con una telefonata al direttore Guido Paglia si è accordato per un colloquio di persona. Un’intervista di oltre due ore in cui non si è tirato indietro nemmeno di fronte alle domande più antipatiche e allusive.

Ha risposto punto per punto, sincerandosi di essersi spiegato bene, di aver chiarito ogni cosa. Una chiacchierata, per certi aspetti, “liberatoria”. Un fiume di parole che, per ovvi motivi di spazio, abbiamo dovuto limitare di almeno un quinto della sua portata.

Inutile negare che pensare di trovarsi al cospetto di uno degli uomini più potenti d’Italia abbia suscitato una certa inquietudine. D’altra parte sull’Ultima Ribattuta non gliene abbiamo fatta passare liscia nemmeno una e, francamente, il timore di una sonora strigliata era concreto.

Ma la prima cosa che ha detto quando si è seduto è stata: «Perché tutta questa attenzione esasperata nei miei confronti?»

I toni per pronunciare questa frase avrebbero potuto essere molteplici: adirati, stizziti, indignati. E invece l’unica emozione che tradiva era il rammarico di un uomo che non ama far parlare di sé nel bene, figuriamoci nel male. Soprattutto quando il male è frutto di fraintendimenti.

Come nel caso dello “scandalo” suscitato dalla notizia che, nel dare le dimissioni da direttore generale, avesse fatto conteggiare una doppia buonuscita, tenendo conto sia del “mancato preavviso” sia della “risoluzione consensuale”. «Questa buffonata mi ha creato un danno vero. E in questo c’è molta cattiveria, perché si è voluto dipingere una persona che non c’è».

Ciucci non si capacita. Perché tanto interesse a colpirlo, nonostante avesse provveduto a spiegare al giornalista del Fatto Quotidiano com’erano andate le cose prima della pubblicazione dell’articolo? La storia di Pietro Ciucci che licenzia Pietro Ciucci, oltre a fare il giro del web, è stata ripresa anche dal comico Maurizio Crozza che ci ha costruito sopra uno sketch in cui l’ha definito «il bipolare più ricco d’Italia». Il comico, ricevuta la smentita di Anas, ha rimosso tutto dal sito. «Ma ormai il danno è fatto».

Già, anche perché nonostante la smentita ci sono ancora delle testate che continuano a reiterare il fraintendimento (vedi Repubblica di lunedì). All’Ultima Ribattuta interessa fare informazione, non alimentare il gossip gratuito. Per questo siamo contenti che Pietro Ciucci abbia scelto la nostra testata per chiarire, si spera una volta per tutte, quanto gli viene contestato.

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