UGL:  Separati in casa?

ugl capone

Il termine separati in casa a quanto pare può essere benissimo utilizzato anche per le vicende interne all’Ugl.

E’ utilizzato, infatti, per descrivere la condizione abitativa delle coppie di sposi che, pur non andando più d’amore e d’accordo,  non possono permettersi due abitazioni e, quindi, accettano “ob torto collo” di convivere sotto lo stesso tetto dividendosi le spese di gestione dell’appartamento. Potremmo, ormai, dire la stessa cosa per quanto sta accadendo in Via delle Botteghe Oscure, sede del sindacato UGL che, dopo le note vicissitudini sfociate in risse e denunce tra le due fazioni contendenti, è in attesa delle decisioni definitive del Magistrato sulla elezione di Paolo Capone a Segretario Generale.

Infatti, come abbiamo ampiamente riportato nei giorni scorsi, anche se sembra tutto tranquillo dopo le denunce e le “epurazioni” messe in atto dalla parte che ritiene legittima la nomina, anzi la bi-nomina di Capone, quello che appare  non è certo un clima distensivo favorevole a portare ad un accordo tra le parti prima che arrivi il giudizio del Tribunale di Roma. Insomma i sostenitori di Capone e di Muscarella vivono tutti sotto lo stesso “tetto associativo”, l’UGL, ma fanno vite separate e autonome.

In questo clima si è celebrato, martedì 24 marzo, il sessantacinquesimo anniversario della fondazione della CISNAL di cui l’UGL avrebbe – il condizionale è d’obbligo – ereditato il patrimonio ideale legato soprattutto allo spirito di Filippo Corridoni , propugnatore del Sindacalismo Nazionale e Rivoluzionario e morto alla trincea delle Frasche durante il primo conflitto mondiale. Sarebbe stata l’occasione per sotterrare, almeno per un giorno, “l’ascia di guerra” e, nel rispetto degli associati all’Organizzazione, celebrare in modo unitario questa ricorrenza.

La pace invece non è stata possibile, per ben individuate responsabilità, e, di conseguenza, le due parti si sono ritrovate ancora una volta separate a celebrare in due città diverse una “festa” che doveva essere comune. A Trieste si è riunita la componente che sostiene  Capone con tanto di Renata Polverini al seguito mentre a Napoli, organizzata dalla locale Unione UGL, si è riunita la componente che fa capo a Muscarella con la presenza di  moltissimi sindacalisti provenienti da tutta Italia.

Da notizie che giungono in redazione  sembrerebbe che la macchina epurativa messa in moto con il principio della decadenza non si sia fermata nemmeno in un giorno di “festa Istituzionale” e che altri Consiglieri Nazionali, che non hanno sostenuto la cordata Capone/Polverini/Cetica, siano stati dichiarati decaduti dal Parlamentino dell’UGL.

Dal sito ufficiale dell’UGL apprendiamo, inoltre, che sono stati consegnati “omaggi a sindacalisti che si sono distinti storicamente e attualmente per il loro impegno”. Scorrendo la lista dei premiati, 19 in tutto, notiamo che fanno tutti parte della cerchia di Renata Polverini e Stefano Cetica anzi anche i due ex Segretari Generali  sono stati, a loro volta, “insigniti” dell’omaggio del Segretario Generale Capone. Insomma l’autoreferenzialità l’ha fatta da padrone a Trieste e come si dice a Roma “se la sono sonata, cantata e ballata”. Anche a Napoli, da quello che si è letto e visto in rete, sono stati consegnati attestasti  per l’impegno profuso negli anni a sindacalisti con la semplice differenza che gli organizzatori hanno fatto la scelta di “premiare” chi era stato in prima linea nell’attività sindacale di base.

Gli organizzatori, primi fra tutti il Segretario dell’UGL di Napoli Francesco Falco e il Dirigente Nazionale Salvatore Ronghi, si sono ben guardati dall’autopremiarsi o dal premiare Muscarella preferendo mettere al centro della manifestazione i lavoratori e i sindacalisti di trincea. Una bella differenza di stile. Rimane il fatto che in una giornata “simbolo”, proprio dalla terra dove morì Filippo Corridoni, doveva essere lanciato un messaggio di unità e concordia e invece è arrivato l’ennesimo  attacco partigiano che divide invece di unire. Quello che dobbiamo registrare sono le reazioni negative degli associati all’UGL che, sia in rete ma anche con messaggi che ci giungono direttamente, si vedono ormai privi di rappresentanza e stanno ritirando le loro deleghe.

Insomma i separati in casa convivono ma le regole della convivenza le sta dettando solo una parte. Fino a quando si andrà avanti in questo modo? Fino a quando lo Statuto dovrà essere interpretato e non applicato? Fino a quando le sentenze del Giudice verranno disattese? Sono queste le domande che i lavoratori rivolgono alle parti senza ricevere risposta.

Come succede con tutte le coppie separate, in casa o fuori, a rimetterci sono sempre i figli. In questo caso i figli sono rappresentati dagli associati e sono gli unici a subire le conseguenze di questa disfatta mentre  “Nonno” Filippo Corridoni è costretto,  inerme, a guardare e sicuramente a piangere nel vedere ciò che sta accadendo. Non basta nemmeno andarlo a trovare alla Trincea delle Frasche o a Redipuglia per rassicurarlo, “Nonno Corridoni” sa benissimo che il suo eroismo, pagato con la Sua vita, è stato inutile.

Buon Compleanno Cisnal/UGL.

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2 Commenti

  1. Massimo said:

    Salve,leggo che anche questa volta le notizie che riporta sono sempre incomplete ed non obbiettive,del resto leggere i suoi articoli su ugl è come leggere un articolo dell’unità su berlusconi hanno la stessa obiettività . volevo solo precisare che nell’ultimo consiglio dove io ero presente,c’erano anche un gruppo di consiglieri che facevano parte del gruppo di pensiero della minoranza,i quali sono intervenuti portando una mozione articolata in vari punti e che alla fine hanno ritirato perché dalla relazione del segretario generale Paolo Capone i punti in questione erano quasi simili,e questo dimostra che se si vuole basta poco per rientrare nella normalità certamente non denunciando consiglieri.Spero che i prossimi articoli che scriverà siano un tantino più obbiettivi,e che l’amico che me li invia alla fine capirà anche lui dove sta la verità.

  2. Francesco ceglie said:

    Dopo 33 anni di attività sindacale nel settore delle telecomunicazioni di Bari, malgrado in pensione ma ancora al timone della mia segreteria , non ho mai ricevuto un “grazie”da nessuno. A me comunque basta il rispetto dei miei iscritti e dei tanti che come me continua a credere nell’Ugl. Ho 64 anei e sin dall’ età di 10 anni (con ancora i pantaloncini corti), frequentavo la segreteria della Cisnal, accompagnando mio zio Ciccio Ceglie che insieme all’ On Michele Cassano contribui a rendere forte il sindacato in terra di Bari.Altri uomini cOme il compianto Fedele Pampo, Mimi’ Indolfi ed infine l Avv Antonio Crocco(tutti autogestiti da una comune passione), condividerebbero il tuo articolo è si chiederebbe, alla luce di quanto sta accadendo:” Ma che cazz abbiamo fatto?”

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