“L’ultimo lupo”, la follia della Cina di Mao nel film di Jean-Jacques Annaud

l'ultimo lupo
locandina de "L'ultimo lupo"

E’ nelle sale “L’ultimo lupo”, il kolossal di Jean-Jacques Annaud ambientato in Mongolia ai tempi della rivoluzione culturale maoista.

La pellicola prende spunto dalla decisione presa dalla classe dirigente comunista cinese di eliminare dalla Mongolia i lupi.
Una decisione folle, messa in pratica con lucida spietatezza, della cui applicazione pratica sono testimoni due giovani inviati nel paese asiatico per insegnare ai ragazzi del luogo a leggere e scrivere.
Il piano di sterminio della specie consisteva nell’abbattimento sistematico dei cuccioli nelle tane e nell’uccisione degli esemplari adulti, rincorsi con le jeep a mo’ di safari.

“L’ultimo lupo” è un film spiazzante, in cui il “lupo cattivo” è paradossalmente la parte sana di una natura devastata da scelte insensate imposte da grigi dirigenti di partito, chiusi nelle stanze del potere.
Un potere degenerato che tenta inutilmente di osteggiare la componente indomita, indipendente e ribelle di una specie d’elite.
Il riferimento all’incapacità di convivere con una specie difficile da assoggettare ed irriducibile, in stridente contrasto con i fondamenti dell’ideologia che pretende di accomunare tutto e tutti rendendoli liberi ed uguali, è presente in filigrana nella sceneggiatura.

Per questo motivo il libro da cui è tratta la pellicola, “Il totem del lupo”, è un best seller in Cina, tradotto in 26 lingue e venduto in tutto il mondo. Un libro di culto per giovani ed ambientalisti che si pongono in opposizione al pensiero dominante nel paese asiatico.
Come all’opposizione era l’autore del libro Jiang Rong (pseudonimo di LuJiamin, professore di scienze politiche all’università di Pechino) ai tempi delle note proteste in piazza Tienanmen. Giubba rossa in gioventù e protagonista della rivoluzione culturale maoista negli anni ’60, fu arrestato durante le manifestazioni del 1989 per poi venire rilasciato due anni dopo.

Il kolossal di Annaud, costato 38 milioni di dollari, mescola affascinanti inquadrature di spettacolari paesaggi ad una sceneggiatura densa di significati, tra i quali il messaggio di speranza che la convivenza tra le specie ed il rispetto per la natura sono scenari possibili.
Basta aggirare ideologie rigide ed incoerenti che ottundono le menti.

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