Raffaele Sollecito e Amanda Knox assolti per non aver commesso il fatto

Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Dopo dieci ore di camera di consiglio, la Cassazione ha messo il sigillo sul processo per la morte di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nel 2007 a Perugia: Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Legale Meredith: “nostra linea ritenuta insufficiente”.

Per l’omicidio di Meredith, Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono stati condannati, poi assolti, infine nuovamente condannati, ma si sono sempre proclamati innocenti. Adesso la sentenza definitiva della Cassazione: i due sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

«Questa sentenza è stata costellata di errori e contraddizioni – aveva detto prima di entrare ai cronisti l’avvocato Giulia Bongiorno, che ha difeso il giovane pugliese – In questo processo c’è tantissimo materiale probatorio e il problema è che ognuno ne ha preso un pezzetto. Il problema è che è stato fatto una sorta di spezzatino».

Raffaele Sollecito era arrivato in Cassazione insieme ai suoi legali, la nuova fidanzata Greta e il padre Francesco, ma poi è tornato in Puglia nel pomeriggio. Numerosi i cronisti dei media italiani e stranieri presenti.

Prima della sentenza, il pg della Cassazione, Mario Pinelli, che aveva chiesto la conferma delle condanne dei due ragazzi (a 25 e a 28 anni) aveva ribadito che «tutte le figure di questa storia sono inserite in una ricostruzione perfetta» ed dicendosi sicuro che il quadro ricostruito dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze il 30 gennaio 2014 avrebbe resistito «ad ogni censura».

Giulia Bongiorno e Luca Maori, avvocati di Sollecito, hanno sempre evidenziato «sviste, lapsus ed errori grossolani». Con loro anche Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga, i legali di Amanda Knox che ha atteso la sentenza a Seattle.

E ora chi li ripagherà per gli anni passati in carcere formalmente in custodia cautelare, ma di fatto scontando una pena anticipata?

Articoli correlati

*

Top