Gli intoccabili rom: se ti ribelli sei un “becero razzista”

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Devastano gli autobus, picchiano le donne, chiedono l’elemosina e borseggiano i turisti. Sono molti (non tutti) i rom che fanno così. E guai a reagire o a denunciare il fatto, perché verrai immediatamente accusato di essere un “ becero razzista”.

Tutto inutile, tanto sono proprio alcuni politici a difenderli, con la complicità dei giornali che tentano sempre di nascondere, in ogni modo, fatti come quelli di ieri: il fermo di 17 rom sorpresi dalla polizia municipale a chiedere l’elemosina ed a scippare i turisti nelle fermate della metro a Termini e Repubblica. Dodici minorenni (di cui 4 proprio bambini) e 5 adulti che provengono dai campi nomadi di Aprilia, Castel Romano e Magliana e delinquono ogni giorno praticamente indisturbati.

Questa mattina la maggior parte dei quotidiani hanno ignorato il tutto. Il “Corriere della Sera” si è limitato a pubblicare un trafiletto in cronaca, titolando “Decine di minorenni rom borseggiavano a Termini: 17 fermati”. C’è ormai quasi paura a chiamarli “zingari” per poi passare da razzisti e intolleranti.

Ma la situazione nella Capitale è davvero ai limiti e i cittadini sono esasperati. Quello che è successo qualche mese fa a Tor Sapienza ne è stata la prova. Non ci si può difendere, perché sono le Istituzioni stesse che non garantiscono protezione e sicurezza. Perché alla fine si da adito a quei rom che sostengono di stare a Roma “per lavorare” e che vogliono “una casa normale come tutti”. E i centri di accoglienza si moltiplicano quotidianamente. Chi si ribella, poi, rimarrà sempre considerato, appunto, il solito “becero razzista”.

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