Porno-mania Vol. I: la Costamagna sale in cattedra e ci spiega il sesso (e cosa vuol dire “troia”)

Prendendo ispirazione dal titolo dei film-scandalo-flop, Nymphomaniac Vol. I e II (e aggiungeremo anche un Vol. III) è il caso di dedicare questa primo “volume” ad un gioiello della letteratura moderna. Il vortice della sesso-mania, infatti, ha scompigliato stavolta la biondissima chioma della serissima giornalista e conduttrice tv, Luisella Costamagna. In libreria, tra le nuove uscite, troverete la sua ultima fatica: “Cosa pensano di noi”, sottotitolo: “Gli uomini raccontano il sesso e le donne”, edito da Mondadori, Strade Blu. Più che blu, le strade intraprese dalla bella autrice sono rosse, a luci rosse. Ne viene fuori un racconto pruriginoso ma ridicolo, a tratti bacchettone (del resto non si può soffocare se stessi troppo a lungo) e pieno zeppo di luoghi comuni.

L’apologia del cliché

Il libro si apre con un’introduzione che è una dichiarazione di intenti. Ma, ancora prima, c’è una nota frase di Charles Bukowski, scrittore che il sesso ce l’ha raccontato in modo crudo e sporco. Quale miglior cliché poteva aprire questo viaggio nel “tempio” della perversione? (chi ha letto il libro si starà già facendo grasse risate). Ma lasciamo spiegare all’autrice: “Si parla molto di sesso e erotismo, però forse non se ne parla davvero, nella sua realtà quotidiana. Si ragiona sempre per cliché e luoghi comuni, soprattutto per quanto riguarda i ‘maschi’. Ho pensato di andarlo a chiedere direttamente a loro”. Inizia così il cammino nei gironi infernali del sesso raccontato dagli uomini. Ma voi ve la immaginate la Costamagna andare in giro a chiedere interviste (rigorosamente anonime) ad uomini sconosciuti e non (e di conoscenze da cui prendere spunto ne avrebbe a ciuffi!), della serie: “Mi dica, mi dica, com’era questo pompino?”; “Mi sta dicendo che era una “troia” (tema su cui torneremo)?”. Non scandalizzatevi, perché il linguaggio è proprio questo. Lo dice la stessa Costamagna: “Vale tutto”. E forse valgono anche le citazioni dotte: Baudelaire, Magritte, Fellini, Mailer (quanto si vede questa laurea con 110 e lode in filosofia) che nei club privè, tra sesso, pompini, orge, perversioni di tutti i tipi, ci stanno bene come il parmigiano sulla pasta con le vongole. Leggere per credere!

La maestra Costamagna oggi ci spiega cosa vuol dire “troia”. Tutti attenti!

Arriviamo ad uno dei passaggi cruciali del libro. Un uomo racconta di una donna (grandina e con figli) con cui ha fatto l’amore su un terrazzo ben esposto. Insomma, una “troia” come lo stesso intervistato la definisce, chiarendo: “Nel senso che le piaceva il cazzo”. Da qui parte la spiegazione della “professoressa” Costamagna che, salita in cattedra, dispensa rare perle di saggezza: “Per quanto possa sembrare indigesto o decisamente inaccettabile- e io non ho dubbi: lo è- non sempre il termine “troia” viene utilizzato per offendere. ”Troia”, certe volte, può essere semplicemente sinonimo, me lo hanno chiarito in diversi, di (uso le loro parole) “gran vacca”, “vera porca”, ossia una constatazione della libertà e della disinvoltura sessuale della destinataria dell’aggettivo, della sua capacità di cercare e dare il piacere, cioè, per quanto assurdo possa risultare, una valutazione tendenzialmente positiva”.

Siete senza parole anche voi? Forse la Costamagna pensa di aver svelato un grande luogo comune e che noi viviamo tutti sulla “montagna del sapone”. E comunque nonostante voglia fare l’autrice disinibita e sciolta, per cui “vale tutto”, questa digressione stile Montessori, ce la fa riapparire come la conosciamo. E così, la spiegazione saccente e da “professoressina” di “troia” quasi ci tranquillizza.

Rapporti a tre, fellatio, chat e club privé. Operazione sfatare i luoghi comuni: fallita!

È ora di entrare nel vivo. L’intento della inchiesta (e già pare troppo) costamagnola era quello di sfatare i luoghi comuni su come gli uomini vedono “sessualmente parlando” le donne. Bene, operazione fallita. Totalmente. Infatti, tutte le interviste su cui si basa il libro, sono uno sproloquio di luoghi comuni-appunto- spesso raccontati male, squallidi e davvero banali. Non farebbero eccitare neanche un ragazzino adolescente! E così, troviamo il racconto della ragazza che arriva a casa del compagno con una selezione già pronta di video porno; oppure la storia del sesso a tre (fantasia che non ha proprio nessun uomo…); quello che preferisce farsi fare sesso orale piuttosto che farlo lui (Costamagna: “Non lo trovi un po’, come dire, ingiusto?- meno male che c’è la “paladina delle donne” a preoccuparsi per la categoria); una coppia che decide di andare in un privé, gli uomini che guardano ad alcune donne solo come “oggetti”…

Insomma, un simposio sui luoghi comuni sul sesso, ormai abbondantemente raccontati, romanzati, derisi ed presi in prestito dalla comicità del cine-panettone di Natale. Il libro, nonostante “scopare”, “pompino”, “sesso”, è fortemente noioso.

Se volete saperne di più (perché non è tutto)… domani “Costamagna Vol.II”

Continua…

 

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