È cieco da un occhio, ma può guidare l’ambulanza

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L’Ausl di Ravenna gli aveva cambiato mansione perché l’uomo, un 47enne di Lugo di Romagna, è cieco da un occhio sin dalla nascita.  Ma il giudice ha stabilito che può guidare l’ambulanza e ne ha disposto il reintegro.

Di fronte a questa notizia la perplessità è inevitabile, visto che si parla di una professione in cui spesso, ti ritrovi a zigzagare nel traffico cittadino guidando a tutta velocità, perché il tempo è determinante per salvare una vita.

Ma può essere anche considerata una bella storia in cui una disabilità finisce per essere superata senza influire sull’esistenza di chi ne è affetto.

Un 47enne lughese, cieco da un occhio eppure abile nel superare tutti gli esami di guida necessari all’abilitazione di autista di ambulanze, era stato allontanato dall’Ausl a causa del suo deficit visivo.

Nel 2009 la commissione medica locale e la medicina occupazionale avevano giudicato l’uomo “idoneo alla guida di automezzi” ma “con esclusione del trasporto terzi”. Nel 2011 il ministero competente aveva chiarito che l’uomo era idoneo alla guida di ambulanze in quanto titolare di patente B. Giudizio confermato dal collegio medico aziendale, ma contestato dall’Ausl.

Il perito incaricato di valutarlo ha definitivamente ribadito che l’uomo è “idoneo alla guida di ambulanze o di mezzi di soccorso assimilabili”, così il giudice ha sancito il suo reintegro come autista di ambulanze e ha condannato l’Ausl al pagamento di parte delle spese processuali.

L’azienda sanitaria locale ha tenuto a precisare che la sua opposizione a quell’autista non era preconcetta, ritorsiva o discriminatoria, ma motivata solo dalla preoccupazione che l’uomo, in ragione del suo deficit visivo, non fosse compatibile con quella mansione.

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