Le intercettazioni costano allo Stato 214 milioni di euro!

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Un’intercettazione toglie tutti i soldi da torno e dalle tasche dell’Italia. Si, perché ogni anno, secondo i dati di “Eurispes” riportati da il “Tempo, sono ben 140 mila gli intercettati italiani (allargando il raggio d’azione ad altre persone si arriva ad un totale di 190 milioni soggetti coinvolti) che costano allo Stato circa 214 milioni di euro.

Cifre folli per mettere in atto un vero e proprio “spionaggio telefonico e ambientale”. Che nelle inchieste, non viene più usato come indizio utile, ma come una prova schiacciante, violando anche l’articolo 15 della Costituzione.

Ma ai pm interessa più condurre le indagini avvalendosi delle intercettazioni come strumento unico (per poi vedere i loro nomi trionfanti sui giornali) che magari studiare soluzioni alternative. Sarebbe più giusto consultare le registrazioni, ma non voler per forza di cose interpretare frasi e dialoghi privati, che nella realtà potrebbero avere anche un significato diverso.

E intanto i soldi spesi per questo tipo di spionaggio continuano ad aumentare. Solo dal 2009 al 2013 sono stati due miliardi e duecento milioni di euro impiegati. Proprio così: gli intercettati sono diventati i bersagli delle procure italiane. Il record di utenze controllate nella penisola è quello di Napoli, dove c’è la mafia e il monitoraggio è maggiore e Roma, dove però la mafia non c’è, ma c’è la politica…

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