Ettore Majorana: il caso è finalmente risolto?

Un giallo che dura da settant’anni, un mistero infinito, innumerevoli puntate, forse però siamo arrivati ad una svolta. Si tratta della scomparsa del genio della fisica Ettore Majorana, avvenuta il 5 marzo 1938 (Majorana era poco più che trentenne) durante un viaggio a bordo di un piroscafo della Tirrenia partito da Napoli (dove il professore alloggiava presso l’hotel “Bologna”) alla volta di Palermo. Da lì più nulla.

Sulla sua vicenda sono state formulate infinite ipotesi: c’è chi lo ha dato per morto suicida, chi emigrato in Germania per collaborare con il Terzo Reich e la Procura di Roma che ha ricevuto varie segnalazioni da Buenos Aires. L’ipotesi più accreditata però, sostenuta dalla famiglia e anche da Sciascia nel suo libro La scomparsa di Majorana, sarebbe quella che vede il genio della fisica fuggito in un convento del sud Italia (per Sciascia era la Certosa di Serra di S. Burro). Majorana sarebbe stato protetto e aiutato dal Vaticano, si sarebbe nascosto in un convento per proseguire i suoi studi su una macchina potenzialmente letale, restando in contatto con alcune persone.

Ed è proprio da una di queste che arriva la presunta verità a conclusione del caso, come riporta Il Giornale. Si tratta di Rolando Pellizza che da anni sostiene di essere stato il suo allievo più fidato e suo assistente nel progetto della macchina in grado di annichilire la materia producendo quantità infinite di energia a costo zero.

Secondo Pelizza, che a favore della sua tesi presenta un dossier di foto e lettere certificate come autentiche, il professore si sarebbe rinchiuso in convento mandandogli istruzioni per l’ultimazione della macchina. Nel testo, pubblicato su Il Giornale, Majorana affida a Pelizza il compito di ultimare il progetto, mettendolo in guardia però da una serie di pericoli in cui lui e la sua famiglia sarebbero incorsi qualora egli avesse accettato. Mai l’allievo avrebbe dovuto cedere o vendere la creazione per scopi bellici o a persone sospettate di volerne fare un cattivo uso.

“Dovrai costituire una fondazione in memoria dei tuoi cari. Di questa fondazione tu sarai il fondatore e il presidente (…) Dovrai organizzare due o tre convegni di vario argomento, infine uno di fisica su un argomento che ti proporrò e dovrai presentare la macchina come costruita in collaborazione con il fisico del consiglio..”.

Così Majorana istruiva il suo assistente e, in effetti, aveva previsto quello che poi fu l’iter giudiziario di Pelizza. Infatti, dal 1976 in poi i guai non sono mai mancati. Dopo la sperimentazione effettuata per incarico del governo italiano l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti interruppe ogni tipo di comunicazione in seguito all’interessamento del governo americano, allora presieduto da Gerald Ford. Pelizza si rifiutò di collaborare con gli Stati Uniti quando questi gli chiesero di distruggere alcuni loro satelliti per effettuare una prova.

Dopo l’America ci fu il governo belga a chiedergli di distruggere un carro armato, sempre come prova. A questo punto anche questa collaborazione fallì. Pelizza esausto di vedere la sua macchina come una potenziale arma da guerra fece intenzionalmente implodere l’invenzione. E neanche qui finirono i problemi. Ebbe tre mandati di cattura internazionali, fu accusato dal giudice di Palermo di aver creato “una macchina da guerra chiamata il raggio della morte”. Ci fu anche un attacco di Repubblica che lo definì “un fantasioso traffichino di provincia”, un truffatore insomma.

Palesemente stanco di questa battaglia l’allievo di Majorana, autorizzato da una verosimile lettera del maestro del 2001, ha reso noti a tutti le prove della sua versione dei fatti sulla vicenda. Chissà se con queste rivelazioni si può definitivamente scrivere la parola fine a questa vicenda tanto avvincente quanto misteriosa.

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4 Commenti

  1. Vincenzo Vavala said:

    Signor Rolando Pelizza, come mai adesso, la prego di contattarmi e se fosse possibile raccontarmi di persona quello che manca quello che ancora dopo 70 anni del suo grande maestro

  2. Inoe said:

    Il punto non è la fine della vicenda. Il focus, invece, è che se tutto ciò fosse vero, probabilmente tutta la fisica verrebbe rivoluzionata. Ma perché date importanza al lato romanzesco ? Ricordateci che tale presunta macchina aveva lo scopo di fornire energia a costo zero, cosa che potrebbe disturbare molte persone. Per inciso anche Tesla aveva lo stesso obiettivo, ma non è scappato, non c’è arrivato.

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