Graziano Delrio, ministro senza portafogli (coi conti pignorati)

Graziano Delrio, ha preso il posto di Maurizio Lupi alle Infrastrutture

Neanche il tempo di sedersi sulla poltrona di ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti che Graziano Delrio ha già delle brutte gatte da pelare: viadotti da abbattere e ricostruire, cantieri a rischio, una corte di manager miracolati (eredità della gestione Ciucci). E persino i conti del ministero pignorati. Si fa ancora in tempo a rifiutare il posto?

In Italia le infrastrutture scricchiolano. Tra ponti che crollano, frane che franano, presidenti che si dimettono c’è un gran da fare. Il neo ministro Graziano Delrio è appena arrivato e non fa nemmeno in tempo ad ambientarsi che già deve fare i conti con la situazione del dicastero. Conti pignorati. 

Secondo quanto riferito da Il Fatto, le Infrastrutture devono un risarcimento da 1,2 miliardi (MILIARDI) di euro al costruttore Edoardo Longarini.

Sulla vicenda è stata depositata alla Camera un’interrogazione della deputata grillina Arianna Spessotto nella quale si legge: “Si apprende che, a seguito della notifica di un atto di pignoramento di rilevante importo, le disponibilità economiche esistenti sui conti correnti riferiti al ministero delle Infrastrutture e Trasporti sarebbero state bloccate, dalle piccole spese d’amministrazione ai finanziamenti ai trasporti o addirittura ai cantieri in tutta Italia“.

Ma come è possibile? Sintetizzando, si parla di una concessione unica per la ricostruzione post bellica di Ancona affidata nel lontano 1964 alla Adriatica Costruzioni di Edoardo Longarini (detto “Al Cafone”) finito anche in galera ai tempi di Tangentopoli. La concessione viene annullata nel 1992. Longarini chiede allora un indennizzo al quale, a quanto pare, ha diritto.

Duemila miliardi del vecchio conio. Mica bruscolini.

Considerato poi che per ricostruire il viadotto crollato in Sicilia che ha spaccato in due la regione ci vorranno 30 milioni di euro, più uno (almeno) per costruire la strada alternativa provvisoria.

Ieri Delrio era proprio sul luogo del misfatto, senza il presidente ANAS dimissionario (o dimissionato?).

L’addio di Ciucci sarà concretizzato a maggio e, mentre fa gli scatoloni e raccatta gli effetti personali, si rompono gli indugi (anche quelli) e pian piano si ha il coraggio di far notare quello che è sempre stato sotto gli occhi di tutti (persino pubblicato sul sito in virtù della trasparenza) ma che nessuno ha mai veramente notato.

Ovvero lo stuolo di miracolati alla corte di ANAS che stanno lì, in ruoli di tutto rispetto, pur avendo competenze a dir poco “improbabili”.

L’ingegnere Michele Adiletta, ad esempio, che è direttore centrale esercizio ANAS Spa (responsabile della manutenzione di tutte le strade Anas d’Italia, circa 25 mila km) è un ingegnere aeronautico. L’ingegnere Roberto Mastrangelo, vice Direttore centrale esercizio ANAS (vice di Adiletta) è ingegnere meccanico. Il Direttore Regionale ANAS della Sicilia ha un diploma di geometra col quale è stato assunto in ANAS nel 1988 da assistente tecnico. Si è laureato in Ingegneria da dipendente ANAS nel 1991 e dal 2001 è stato il RUP per i lavori di “Ammodernamento dell’Autostrada SA – RC” (dove è crollata la campata). 

Speriamo che Delrio abbia conservato lo scontrino della poltrona.

 

Articoli correlati

2 Commenti

  1. unità acquisti Anas said:

    mentre tutti guardano ai lavori nessuno si occupa di servizi e forniture. qualcuno dovrebbe analizzare l’attività dell’unità acquisti di Anas: SOFTWARE SAP, MUTUI, TELEFONIA, ENERGIA, MACCHINARI, PROVE DI LABORATORIO, ETC. Affari milionari gestiti da un ristretto gruppo di persone fuori dalle luci della ribalta …… promozioni ingiustificabili e retribuzioni di gran lunga sopra la media sono la spiegazione ed il bandolo della matassa ….

  2. Peppino said:

    Navigando sul sito dell’ANAS, precisamente fra gli esiti di gara o fra i dati di bilancio, si potrebbero facilmente trovare notizie ben più interessanti dei cv o della povera Draghiza. Ad esempio, qualcuno si è accorto di quanti soldi sono stati spesi negli ultimi 10 anni per i sistemi informativi dell’azienda? È l’ANAS, mica la NASA..

Rispondi a unità acquisti Anas Annulla risposta

*

Top