Il “geloso” Lotito toglie la scena a Pioli

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Attento Pioli, la gelosia di Lotito sta per abbattersi anche su di te. È questa la realtà dei fatti.

La Lazio vola e i meriti sono soprattutto del suo allenatore che sta compiendo un autentico miracolo. Arrivato tra lo scetticismo generale della piazza e della stampa romana, ha conquistato tutti facendo ricredere anche i più scettici. Le prime pagine dei giornali adesso sono per lui, per il tecnico ex Bologna che fa giocare alla sua Lazio il calcio più bello della Serie A.

E Lotito? Non poteva certamente restare a guardare ed assistere al miracolo Pioli senza prendersi tutti i meriti. D’accordo, il tecnico parmense lo ha scelto lui e gliene va dato atto. Criticare e sostenere la tesi “si, ma se fossero venuti Donadoni o Allegri, a quest’ora stavamo parlando di altro” non regge. Anche perché con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte.

Però il presidente biancoceleste sta cercando di rubare la scena all’allenatore laziale. Lo sta facendo quotidianamente rimarcando con insistenza il fatto che Pioli lo abbia scelto lui perché aveva le caratteristiche morali per allenare questa squadra. Lo ha fatto ieri, precipitandosi a Formello per fissare i premi per la Champions e per salutare la squadra (5 milioni di euro in caso di raggiungimento del secondo posto e successo nella finale di Coppa Italia) e lo ha fatto anche stamattina, in occasione del convegno “Vivere lo stadio: una passione o un rischio?”, tenutosi nell’Aula Magna della Sapienza.

Avrebbero dovuto parlare solo Stefano Pioli e Rudi Garcia e affrontare il tema della violenza negli stadi. Sarebbero dovuti essere i due allenatori ad intervenire per primi perché invitati per relazionarsi con i presenti. Peccato che, fuori scaletta, abbia preso il microfono Lotito, concessogli amichevolmente da Enrico Varriale (moderatore dell’evento), iniziando con i suoi soliti monologhi.

“Sto dalla parte di Pallotta che si è dissociato dagli ultimi comportamenti dei tifosi giallorossi. Io su questo ho ragione da dieci anni, il patron della Roma ora mi segue”. Poi è tornato a parlare di quella “sparuta minoranza che viene additata come un tifoso, ma in realtà sono delinquenti abituali”, dimenticandosi però che la stessa “sparuta minoranza” si trasformò in quell’”assoluta maggioranza” che riempì l’Olimpico (65 mila) in occasione dell’evento “Di Padre in figlio”. E che nelle ultime partite della scorsa stagione lo stadio si svuotò completamente per la contestazione nei suoi confronti.

Il presidente della Lazio ha, ovviamente, parlato del bilancio del club che quest’anno “può vantare un utile di 7,1 milioni grazie al taglio degli stipendi (ma quel bilancio è relativo al 2014 n.d.r) e rispetta ampiamente il fair play finanziario”. Senza che nessuno glielo chiedesse, Lotito, con il suo narcisismo, ha voluto monopolizzare il convegno e prendersi così la scena che non doveva spettare a lui.

Solo dopo il suo monologo, Pioli è riuscito finalmente a prendere il microfono in mano. “Essere tifoso significa avere una fede, sostenere sempre la squadra. Noi stiamo vivendo un momento bellissimo e ricevere il calore del pubblico di domenica è stato stupendo, così come vedere tutte quelle famiglie allo stadio”. D’accordo con il tecnico biancocleste anche Rudi Garcia. “Sottoscrivo tutto quello che ha detto Stefano. Inoltre noi dobbiamo essere esempio per tutti”.

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