Blitz Ugl in 10 città italiane contro delocalizzazione call center

Dante Alighieri, massima espressione della lingua italiana, con cuffietta e microfono: l’immagine del Sommo Poeta ha invaso le piazze d’Italia per la manifestazione dell’Ugl Telecomunicazione che si batte contro la delocalizzazione dei call center all’estero.

Il blitz è stato realizzato contemporaneamente in 10 città italiane: da Milano a Bologna, da Roma a Napoli, fino a Cosenza e Bari, l’hashtag #ioparloconlitaliano sta rimbalzando sui principali social network attraverso i presidi presso le sedi di Prefetture ed aziende. Oggetto della manifestazione è la richiesta del rispetto delle norme previste dall’art. 24-bis (del dl 22 giugno 2012, n.83), in particolare sulla disposizione che prevede che “quando un cittadino effettua una chiamata ad un call center deve essere informato preliminarmente sul Paese estero in cui l’operatore con cui parla è fisicamente collocato e deve, al fine di poter essere garantito rispetto alla protezione dei suoi dati personali, poter scegliere che il servizio richiesto sia reso tramite un operatore collocato nel territorio nazionale”.

Attraverso #ioparloconlitaliano gli iscritti a Ugl Telecomunicazioni stanno fermando centinaia di cittadini finora all’oscuro di questo loro diritto: “Stiamo raccogliendo le segnalazioni da parte degli utenti che si rivolgono ai call center delle aziende e non hanno la possibilità di optare per la scelta se parlare con un operatore che risponde dall’Italia o con uno dall’estero” ha dichiarato Stefano Conti, segretario Ugl Telecomunicazioni. “Sarà nostra cura provvedere nel mese di maggio ad adire le vie legali segnalando alle Autorità competenti quanto segnalatoci dai cittadini. La delocalizzazione stà generando un’ incredibile emorragia di migliaia di posti di lavoro e desertificando una buona parte del tessuto industriale italiano. Occorre fermare ad ogni costo questo penalizzante fenomeno economico e sociale”.

Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico dopo un monitoraggio ispettivo nei mesi scorsi sul rispetto dell’art. 24-bis ha rilevato numerose infrazioni a carico delle aziende ed avviato sanzioni pecuniarie nei loro confronti. Questa iniziativa, secondo l’Ugl Telecomunicazioni, non è però sufficiente per frenare il fenomeno delle delocalizzazioni.

Proprio sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, si è svolta la protesta romana. In via Molise c’erano molte bandiere: tanti tricolori oltre ai vessilli dell’Ugl e quelli dell’associazione Foro753, oltre allo striscione esposto che suona come un grido di allarme: “Delocalizzare è tradire l’Italia”. Anche Dante Alighieri sarebbe d’accordo.

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