Strage migranti: ecco perché l’Europa non vuole aiutare l’Italia

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L’ultima strage di migranti nel Mediterraneo obbliga necessariamente ad avviare alcune analisi: anzitutto i barconi con a bordo centinaia di persone non si sono rovesciati nel Canale di Sicilia come molti media hanno scritto, ma a qualche miglia di distanza dalle coste libiche.

A condannare l’Italia a farsi carico dei flussi migratori è il Regolamento di Dublino (2 e 3) l’accordo europeo che regolamenta l’ingresso o il soggiorno legale o illegale dei migranti in uno Stato membro. “Se il richiedente asilo – recita l’accordo – ha varcato illegalmente le frontiere di uno Stato membro, quest’ultimo è competente per l’esame della sua domanda di asilo. Questa responsabilità cessa 12 mesi dopo la data di attraversamento clandestino della frontiera”. Se invece un cittadino di un paese terzo richiede asilo in uno Stato membro in cui non è sottoposto all’obbligo di visto, l’esame della domanda d’asilo compete a tale Stato membro.

Il Trattato prevede anche un’eccezione che però è diventata ormai la norma nei processi di accoglimento dei migranti che partono dalle coste africane. “Quando nessuno Stato membro può essere designato sulla base dei criteri enumerati. In tali casi, è competente il primo Stato membro nel quale la domanda è stata presentata”. Questa regolamentazione assurda coinvolge in primo luogo i minori (leggi qui sul pericolo delle cellule dormienti): nel 2014, secondo il Viminale, i minori stranieri non accompagnati scomparsi dai centri di accoglienza in Sicilia sono stati 1.882 su 4.628 registrati. In Italia invece sono scomparsi 3.707 minori stranieri dai centri di accoglienza, su un totale di 14.243 sbarcati sulle nostre coste. Dietro questi numeri c’è il sospetto di organizzazioni criminali che arruolano clandestinamente i più piccoli per scopi illeciti. Il minore che sbarca sulle nostre coste può chiedere di formulare domanda di asilo in altro paese ma deve risultare che lì ci siano un parente, genitori o fratelli.

La conformazione geografica dell’Italia, ponte naturale tra Africa ed Europa, ma soprattutto il Trattato di Dublino condannano l’Italia a farsi carico di un’emergenza che l’UE non può continuare ad affrontare in questa maniera. I fallimenti e i costi delle missioni, Mare Nostrum prima e Triton poi, ne sono una drammatica conferma.

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