Resistenza (all’italiano): il manifesto antifascista pieno di errori

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Una Liberazione sgrammaticata viene celebrata nel XIII municipio a Roma: ben 2 errori nel giro di pochissime righe stampate sui manifesti per celebrare il 25 aprile.

“I rigurgidi di estrema destra e della Lega, che incitano al razzismo e alla guerra tra poveri fa’ trovare falsi capri espiatori, senza attaccare i potenti e gli speculatori, questa è una ben chiara strategia reazionaria”. “Rigurgidi” invece di “rigurgiti”, dunque: abbiamo cercato se “rigurgidi” potesse essere una forma desueta e in qualche modo romantica della versione corretta, ma niente da fare. L’unica versione arcaica, secondo il Vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli 2007 è “regurgito”: di “rigurgido” neanche l’ombra. Ci mancherebbe, un errore di battitura ci può stare, anche se le due lettere scambiate “d” e “t” proprio accanto nella tastiera non stanno. E comunque una controllatina prima di mandare in stampa i manifesti andrebbe sempre data. Forse chi lo ha realizzato ha chiare origini umbre o marchigiane.

Il secondo errore, invece, con ogni probabilità non è affatto da attribuire a qualche calo di concentrazione dei paladini della “kultura” e sgherri dei profeti dell’antifascismo come Eugenio Scalfari e Gad Lerner. Quel “fa’ trovare falsi capri espiatori”, terza persona singolare del verbo fare non vuole l’accento, altrimenti diventa la coniugazione all’imperativo e in questo caso fa rigirare nella tomba Dante Alighieri.

A segnalare il manifesto sul proprio profilo Facebook è stato Daniele Giannini, ex presidente del XIII municipio ed attuale consigliere di Noi con Salvini.

Ma ciò che rende esilarante l’episodio è il messaggio finale del cartello sgrammaticato: “Bisogna lottare per il diritto al lavoro e alla casa, alla scuola e alla sanità pubblica”. Ecco appunto, il diritto alla scuola, se non altro per apprendere al meglio le più elementari regole grammaticali della nostra lingua. In questo caso lo slogan del leader della Lega, Matteo Salvini, risulta il più azzeccato: “Prima gli italiani”, soprattutto per il diritto alla scuola. Soprattutto se comunisti.

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