IDI: il Cardinale Versaldi e il suo vice Profiti si sono dimessi?

Il cardinale Versaldi e Giuseppe Profiti

A pochi giorni dalla firma dell’accordo con i sindacati (esclusa la CISL) che ha, di fatto, riconsegnato ai Concezionisti tutto l’immenso patrimonio ospedaliero romano, di cui fanno parte l’Ospedale San Carlo e l’IDI, affidando la proprietà alla Fondazione Luigi Maria Monti presieduta dal Cardinale Versaldi che ha nominato suo vicario Giuseppe Profiti, già presidente dell’Ospedale Bambin Gesù, voci di corridoio, raccolte nei due nosocomi romani, darebbero per certe le dimissioni dei due “big” della Fondazione Monti.

Usiamo il condizionale in quanto non siamo riusciti ad avere conferma delle dimissioni sia dell’alto prelato che del super manager vaticano, ambedue uomini di fiducia dell’ex Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone. Ma le “voci” si rincorrono sia nei corridoi del San Carlo che nei corridoi dell’IDI fino ad arrivare alle strutture periferiche di Capranica e Montefiascone.

Non ci meraviglierebbe il fatto che i due “bertoniani”, una volta conclusa l’operazione salvataggio della struttura Idi/San Carlo, possano essere stati “consigliati e convinti” da chi “di dovere” a lasciare l’incarico di gestire un disastro come quello posto in essere dai Concezionisti, di cui è Delegato Pontificio proprio il Cardinale Versaldi, a persone esperte in materia sanitaria e soprattutto di fiducia del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.

Ricordiamo che i famigerati 50 milioni di euro (che sono serviti per garantire una ripartenza dell’importante struttura sanitaria e l’acquisto della stessa da parte della Fondazione Luigi Maria Monti) sono stati tirati fuori dalle casse vaticane. Ma il nuovo Segretario di Stato, subito dopo il suo arrivo, aveva bloccato l’operazione voluta dal Cardinale Bertone.

Ora se due più due fa quattro non capiamo perché la Segretaria Stato, attraverso il cardinale Pell Prefetto della Segreteria per l’economia vaticana, avrebbe dovuto fare retromarcia e far gestire una considerevole cifra che pensava potesse essere spesa senza i criteri “del buon padre di famiglia”, proprio al Cardinale Versaldi e a Profiti, ambedue estromessi dai posti di comando che occupavano per conto del Cardinale Bertone.

Caduto in disgrazia Tarcisio Bertone, la Prefettura per gli Affari Economici, che gestiva le finanze vaticane è stata tolta al Cardinale Versaldi e Giuseppe Profiti, Presidente dell’Ospedale Bambin Gesù si è dimesso dall’incarico prima della scadenza del suo mandato.

In questo contesto si è fatta avanti la presenza dell’imprenditore romagnolo della sanità, Ettore Sansavini che diventa partner della Fondazione Monti per il salvataggio del gruppo Idi/San Carlo con una partecipazione (per adesso) del 35% del pacchetto azionario dell’IDI & C.

Al di là e al disopra delle valutazioni sulla bontà dell’accordo è evidente che un imprenditore del calibro di Sansavini pretenda chiarezza e soprattutto “voce in capitolo” nella gestione dei due nosocomi romani,di quello di Capranica e della parte farmaceutica nei quali lavorano 1.155 dipendenti e quindi è verosimile la “voce di corridoio” che vuole il Cardinale Versaldi e Profiti fuori della “partita IDI/San Carlo”.

Evidentemente per la Segreteria di Stato, al fine di recuperare i 50/52 milioni sborsati in contanti per il salvataggio, offre più garanzie Sansaviti che il duo “bertoniano”.

A questo punto bisogna vedere, sempre se le voci risultassero vere, chi prenderebbe il posto di Versaldi, Presidente della Fondazione, e chi quello di Profiti.

Per sostituire il Cardinale Versaldi è probabile che lo stesso Cardinale Pell si “sacrifichi” ad avere, almeno per il momento, l’incarico ad interim mentre Profiti potrebbe essere sostituito dalla neo presidente del Bambin Gesù, Mariella Enoc, voluta al vertice dell’ospedale pediatrico proprio da Papa Francesco.

Sempre secondo “voci” nel tempo si ipotizzerebbe uno scorporo dei due grandi nosocomi romani così che il San Carlo verrebbe acquisito al 100% dal gruppo Sansaviti mentre l’IDI resterebbe, nell’ambito di un riordino della sanità cattolica, in capo al Vaticano insieme al Bambin Gesù.

Ovviamente, lo ripetiamo, siamo nel campo delle ipotesi possibili, se le voci risultassero vere. Anche perché riporterebbero la “gestione” sotto il diretto controllo della Prefettura degli Affari Economici e della Segreteria di Stato e toglierebbero il Vaticano dall’imbarazzo di aver fatto gestire tutta l’operazione da una società a responsabilità limitata, la Luigi Maria Monti S.r.l., che in caso di fallimento risponderebbe solo entro il capitale versato: 10 mila euro.

In tutto questo “terremoto” sanitario la grande assente è la Regione Lazio che, come ha chiesto la CISL deve fornire “al più presto, gli atti di accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale della nuova società Luigi Maria Monti Srl e che soprattutto certifichi che tali atti sono stati adottati secondo quanto previsto dalla normativa regionale”.

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e commissario ad acta alla Sanità, a questo punto fornisca tutti le delucidazioni su una questione poco chiara e che coinvolge tutto il servizio pubblico, essendo il San Carlo e l’IDI due strutture accreditate presso il Servizio Sanitario Regionale.

Visto che un ospedale è intitolato ad un santo milanese non vorremmo, però, che il grande San Carlo (Borromeo) facesse comunella con un noto santo popolare romano chiamato “san paganini” ovvero che a pagare siano le uniche vittime di questo sperpero, i lavoratori.

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Un Commento

  1. MAx said:

    L’informazione fatta esclusivamente con il condizionale non è informazione, essere spudoratamente di parte è un costume solo Italiano.

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