Crisi Roma: dal contratto di Totti al siluro a Rongoni

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Polemiche sul nulla che a poco servono se non ad alimentare la contestazione e sancire, ancora di più, la rottura tra i tifosi giallorossi e il presidente Pallotta. Guai a toccare Francesco Totti. Il suo contratto scadrà a giugno del 2016, quando il Capitano avrà la bellezza di 40 primavere sulle spalle.

La dirigenza di Trigoria, nonostante le smentite di rito, non ha nessuna intenzione di rinnovare l’accordo da giocatore a Totti. Per lui è già pronto da tempo un ruolo da dirigente, pagato profumatamente come un calciatore ancora in attività. Una notizia già nota a tutti i tifosi e agli appassionati di calcio.

E allora perché tutte queste polemiche? Si tratta di una decisione ovvia, scontata e naturale vista l’età del capitano giallorosso. Eppure il popolo giallorosso è insorto questa mattina, su radio e social network, per manifestare tutta la rabbia nei confronti del patron statunitense. Avrà tanti difetti Pallotta, ma proporre un rinnovo ad un giocatore di 40 anni suonati sarebbe una follia. Lo sa Totti e lo sanno bene anche i tifosi. Il capitano a fine carriera diventerà una sorta di ambasciatore della società giallorossa e appenderà gli scarpini al chiodo com’è giusto che sia.

Contrasti inutili e sterili, dunque, che lasciano il tempo che trovano. Quello che scadrà a giugno 2016 è stato il quinto contratto professionistico per Totti. Il primo è del 1996 (di soli 60 milioni di vecchie lire all’anno), il secondo del 2001 (6 milioni di euro a stagione), il terzo del 2005 (quasi 5,5 milioni di euro) e il quarto del 2009 (circa 4,5 milioni), con l’aggiunta, appunto, di un contratto quinquennale da dirigente già firmato.

I veri problemi della Roma di quest’anno sono stati due: gli acquisti sbagliati nel mercato estivo (vedi Iturbe e Ucan) e di gennaio (Doumbia, Ibarbo, Spolli) e gli infortuni. Proprio l’infermeria piena durante tutto l’arco della stagione, hanno convinto Pallotta e Sabatini a mandar via l’attuale preparatore atletico Paolo Rongoni, che anche alla Lazio non aveva convinto per i ripetuti infortuni che avevano colpito i giocatori biancocelesti. Al suo posto, secondo indiscrezioni fondate, dovrebbe arrivare a Roma un professionista di Boston, uomo di fiducia del presidente americano. Con la speranza che risolva il problema della condizione atletica dei calciatori.

Una cosa è certa: fare peggio di Rongoni sarà davvero un’impresa.

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