Rispunta l’ipotesi Tor Vergata per il nuovo stadio della Roma?

nuovo stadio della Roma
Il nuovo stadio della Roma

Nell’eventualità in cui il nuovo stadio della Roma non si possa costruire a Tor di Valle, la società avrebbe già pronto un “piano B”.

Questo è quanto ipotizzato dalla testata locale “Nuovo Corriere Laziale” che ha diffuso la notizia secondo la quale Pallotta ed il suo staff inizierebbero a nutrire più di qualche dubbio “sulla reale fattibilità del progetto” da realizzarsi nel quadrante sud-ovest della Capitale.

Un’area infelice, lo si dice da tempo, a causa della presenza di un depuratore, della vicinanza del Tevere ed anche mal collegata con la città. A ciò vanno anche aggiunti gli intoppi relativi alla proprietà dei terreni, agli eventuali espropri da effettuare ed alle indagini della Magistratura sulle cessioni che li hanno riguardati.

Tutte queste criticità avrebbero spinto l’entourage di Pallotta, sempre secondo il “Nuovo Corriere Laziale”, a sondare il terreno alla ricerca di una valida alternativa qualora i problemi si dovessero rivelare insormontabili.
Nel mirino della Roma sarebbero finiti i terreni di Tor Vergata di proprietà dell’omonima Università. Una spianata che offrirebbe delle condizioni ottimali per edificare lo stadio e gli annessi grattacieli previsti nel progetto, che andrebbero ad affiancare il mai terminato impianto del nuoto firmato da Calatrava, pensato per i mondiali di Roma 2009.
L’area, e lo si dice da molto tempo, sarebbe l’ideale per un’operazione del genere, anche perché raggiunta dalla ferrovia, da due linee della metropolitana (ovviamente da adeguare) e facilmente accessibile dall’autostrada e dal Grande Raccordo Anulare, senza considerare la vicinanza con l’aeroporto di Ciampino.

Secondo il “Nuovo Corriere Laziale” i contatti tra As Roma ed il Rettore dell’Ateneo ci sarebbero stati qualche settimana fa, e sarebbe emerso il forte interesse della società calcistica capitolina desiderosa di tirarsi fuori dalla palude di Tor di Valle in cui staziona da mesi. A Pallotta non pare vero di poter costruire su un’area con una destinazione di Piano regolatore vigente già conforme all’intervento e senza vincoli ambientali. E di non doversi dissanguare per dotarla, a proprie spese, delle adeguate infrastrutture per il trasporto pubblico, che già per buona parte esistono o sono in via di completamento come la metro C.

Ma a smentire tutto questo castello di ipotesi ci ha pensato il Pd capitolino, che sulla vicenda dello stadio a Tor di Valle ha puntato molto, anche per distrarre i romani dalla bufera di “Mafia Capitale” che si stava abbattendo sulla maggioranza che amministra il Comune di Roma.
Tommaso Giuntella, presidente del Pd romano, ha dichiarato seccamente che “non ci sono possibilità che lo stadio venga costruito a Tor Vergata, le indiscrezioni uscite sono false come una moneta da 3 euro“, aggiungendo che, se le ipotesi sul “piano B” fossero fondate, “la Roma dovrebbe ricominciare da capo tutto l’iter che ha portato alla delibera del Comune. Ieri ho dialogato con la società giallo-rossa, oggi con il Sindaco Marino, vi assicuro che non c’è niente di vero, tutto procede verso la presentazione del progetto definitivo il 15 giugno, come annunciato da Pannes”.

Smentite che lasciano il tempo che trovano, quelle di Giuntella, anche perché lo staff di Pallotta, notoriamente molto riservato, non andrebbe di certo a spifferare ai quattro venti così prematuramente una virata così clamorosa.
E poi non è vero che tutto procede come previsto. La presentazione del progetto sta conoscendo continui slittamenti, e la probabilità che la Roma voglia prendere tempo, in attesa di conoscere l’esito dei sondaggi idrogeologici in corso a Tor di Valle, è alto.
Attenuati i toni trionfalistici di fine 2014, si teme anche la valutazione di un progetto “ballerino” da parte della Regione Lazio, che da subito non si è dimostrata accomodante come il Comune.

Fa pensare anche l’altra smentita, pervenuta stavolta dal Rettore dell’Università di Tor Vergata Giuseppe Novelli, che ha precisato che “nessun contatto è mai avvenuto tra la dirigenza della società sportiva e l’amministrazione dell’ateneo che presiedo. Non ho mai avuto il piacere di conoscere il presidente Pallotta e neanche di affrontare con lui discorsi inerenti la costruzione dello Stadio”.
Una smentita così secca che sa tanto di pretattica, come anche l’ammonimento dell’Assessore Caudo, che ha confermato che “se la Roma decidesse di cambiare area, allora bisognerebbe rifare la procedura prevista dalla norma. E nel caso in cui il terreno fosse di proprietà comunale bisognerebbe fare un bando, rinunciando al percorso fatto fino ad ora”.
Una precisazione non richiesta, che cela un certo interesse di Roma Capitale a che il progetto venga realizzato a Tor di Valle. Perchè?

Tutto questo polverone sta solo generando confusione tra i tifosi romanisti. E sarebbe il caso, come sollecita Federico Rocca (responsabile romano per gli enti locali di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale) che “il Comune di Roma, ed in primis il sindaco Marino, faccia sapere ai cittadini romani e soprattutto ai tifosi romanisti cosa sta realmente accadendo, se siamo dinanzi a delle voci infondate o se si tratta dell’ennesima presa in giro dei cittadini”.
A questo punto non bastano più le semplici smentite. Occorrono aggiornamenti, possibilmente veritieri.

 

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