Summit immigrazione: Bruxelles condanna ancora l’Italia

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In seguito al summit di Bruxelles richiesto dal premier Renzi per affrontare l’emergenza sbarchi, verrebbe da dire: ma come sono umanitari e generosi i paesi europei con le coste dell’Italia.

Renzi prova a esprimere soddisfazione, ma quella di ieri sembra una vittoria mutilata che condanna l’Italia a rimanere vittima dei Trattati di Dublino. Secondo gli accordi, infatti, “se il richiedente asilo ha varcato illegalmente le frontiere di uno Stato membro, quest’ultimo è competente per l’esame della sua domanda di asilo. Questa responsabilità cessa 12 mesi dopo la data di attraversamento clandestino della frontiera”. Se invece un cittadino di un paese terzo richiede asilo in uno Stato membro in cui non è sottoposto all’obbligo di visto, l’esame della domanda d’asilo compete a tale Stato membro. Finchè saranno in vigore questi accordi europei, l’Italia sarà costretta a farsi carico di una tragedia troppo grande in termini economici e logistici.

Oltre a Germania e Austria, anche altri paesi si sono mostrati contrari a qualsiasi idea di concedere l’asilo ai migranti: “È giusto che la Gran Bretagna vada a salvare vite, ma la Gran Bretagna non offrirà asilo” ha detto il premier inglese Cameron, che ha precisato “li porteremo in Italia o in altri paesi vicini”. E anche gli altri paesi seduti al tavolo sembrano seguire la linea di Cameron.

L’aumento dei fondi per la missione Triton, la cooperazione internazionale coi paesi di partenza e di transito e il mandato esplorativo all’alto rappresentante Ue Federica Mogherini – per una missione europea con l’obbiettivo di distruggere i barconi prima che siano utilizzati dai trafficanti – non rappresentano assolutamente nulla di nuovo.

La distruzione dei barconi era già stata annunciata da Alfano ad agosto: ma la bolla di sapone è scoppiata tragicamente. Da quando poi ha sostituito Mare Nostrum, la missione Triton ha dimostrato la sua totale inefficacia e l’aumento dei fondi rischia di rivelarsi solamente uno spreco di denaro. La stessa operazione Mare Nostrum ha rappresentato un costosissimo fallimento: addirittura il Commissario Ue agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom aveva ripetutamente sottolineato come le ingenti spese sostenute dall’Italia per Mare Nostrum (9,3 milioni di euro al mese), sarebbero state insostenibili addirittura per l’intera Unione Europea.

Poi è arrivata Triton presentata ad ottobre da Alfano come missione che avrebbe dovuto vigilare le frontiere. Da ottobre ad oggi abbiamo visto quale fallimentare controllo delle frontiere sia stato messo in campo al costo di 3 milioni al mese. È chiaro che per affrontare l’emergenza sbarchi serva lo sforzo della comunità internazionale e distruggere i barconi potrebbe non bastare.

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