Stampa “voltagabbana”: i giornalisti romani e romanisti del Messaggero

luis enrique

Luis Enrique è vicinissimo alla firma che gli consentirà di diventare il nuovo allenatore del Barcellona nella prossima stagione. Mancherebbe soltanto la firma sul contratto. Un ritorno a casa per l’ex tecnico della Roma che, nel Barca, è stato prima calciatore con 207 presenze e 74 goal, poi manager della squadra “B”, dal 2008 al 2011. Con ottimi risultati. Risultati che però non sono stati gli stessi alla Roma.

Oggi il “Messaggero” celebra (si fa per dire) il grande ritorno dell’allenatore spagnolo in Catalogna. “Luis Enrique ritrova la strada di casa”, il titolo del quotidiano. Fino a qui sembrerebbe quasi rendere onore al merito del tecnico che, dopo un duro lavoro e un anno di “gavetta” (ottimo) al Celta Vigo, si è guadagnato la fiducia di uno dei club più titolati al mondo. Ma, basta leggere l’articolo per rendersi conto che non è così e che la rabbia e il rancore, da parte di alcuni giornalisti romani e romanisti, per i risultati scadenti ottenuti sulla panchina giallorossa è ancora tanta.

Si porterà dietro tutta l’Armata Brancaleone? Cioè, preparatore atletico, tattico, personal coach, l’amico De la Pena (ex laziale n.d.r) e lo scouting scappato da Roma per motivi misteriosi? Tutti soldatini sul libro paga della Roma. Un esercito sbrindellato, capace di perdere un numero infinito di partite e di regalare soddisfazioni a raffica agli avversari giallorossi?”.

Altro che onore al merito. Il pezzo, a firma di Mimmo Ferretti (noto “Totti-dipendente”), è un attacco diretto e sfrontato nei confronti di Luis Enrique, colpevole di non aver portato risultati positivi in casa romanista. “Più toppa e più viene omaggiato il tecnico spagnolo”, si legge ancora nell’articolo. Ma il giornalista Mimmo Ferretti, è lo stesso che il 9 giugno del 2011 (giorno dell’annuncio del tecnico spagnolo a Trigoria) scriveva a carattere cubitali sul Messaggero: “Roma, il calcio show di Luis Enrique. Una vita all’attacco, 4-3-3 senza paura”. Un Ferretti che commentava entusiasta l’arrivo del nuovo allenatore, facendolo passare per il nuovo Guardiola. “Sarà una Roma vincente, targata  4-3-3. Al resto ci penserà lui, Luis Enrique”.

Come cambiano i giudizi su una persona e, soprattutto, su un allenatore. Fatto passare, all’epoca, per fenomeno, quando fenomeno non lo era. Fatto passare per scarso adesso, (dopo essersi guadagnato la panchina del Barca) quando scarso, evidentemente, non lo è.

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