I tifosi romanisti in piazza per riprendersi Campo Testaccio

Campo Testaccio
La festa a Campo Testaccio

Un momento per stare insieme, la festa organizzata a Campo Testaccio, ma anche per sollecitare l’intervento dell’amministrazione capitolina.

L’argomento deve essere decisamente sentito, se all’evento sono intervenuti tanti romanisti e testaccini per chiedere a gran voce la riqualificazione dell’impianto costruito sulle ceneri di quello che fu il glorioso tempio dove giocò la Roma arrembante e caparbia tra gli anni ’30 e la seconda guerra mondiale.
L’area si trova ora in stato di totale abbandono e degrado ed ospita, al posto di bambini vocianti, macerie, erbacce, rifiuti ed anche senza fissa dimora e malintenzionati che usano lo spazio come base di partenza per i loro raid diretti contro i frequentatori della “movida” notturna testaccina.

Una situazione non più sostenibile ed indegna per uno dei maggiori simboli della storia romanista, oggetto di un contenzioso tra Roma Capitale ed un costruttore privato, culminata con il sequestro e l’apposizione dei sigilli che avrebbero dovuto rendere inaccessibile l’area, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Riprendiamoci Campo Testaccio” e dal “Roma Club Campo Testaccio”, si è svolta con una cornice di striscioni (uno su tutti recitava “I vecchi eroi ci guardano da lassù. Ridateci Campo Testaccio!”), canzoni della Roma e interventi per spiegare le ragioni dell’iniziativa. Per un giorno si sono visti in via Zabaglia, nello spazio antistante questa sorta di “terra di nessuno”, tanti bambini che hanno giocato a calcio in strada, come si faceva una volta, oltre agli atleti di arti marziali ed il Gruppo Storico Romano.

Tra gli intervenuti, il presidente del Roma Club Campo Testaccio Aldo Cassandri, il responsabile del Comitao Riprendiamoci Campo Testaccio Emanuel Mariani, Federico Rocca Presidente del Roma Club Campidoglio e Alessandro Cochi, ex delegato alle politiche sportive del Comune.
Tra i romanisti del passato che non hanno voluto far mancare il loro sostegno alla manifestazione spiccano i nomi di Giancarlo “Picchio” De Sisti, Fabio Petruzzi, Odoacre Chierico, Ernesto Alicicco e Riccardo Viola, figlio dell’indimenticato Dino, presidente del secondo scudetto giallorosso.

A fronte della presenza di alcuni rappresentanti della Curva Sud, l’unica nota stonata è stata la totale latitanza degli esponenti dell’As Roma, evidentemente troppo impegnati nella costruzione del nuovo impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Da qualche giorno l’uso del condizionale è d’obbligo, a sentire le voci di corridoio che ipotizzano lo spostamento del progetto nell’area decisamente più idonea di Tor Vergata.
La società, con la sua assenza a questo evento altamente simbolico, ha dimostrato di non avere a cuore, e forse di non conoscere, la storia dell’As Roma.
Un vero peccato, perché visti i buoni rapporti che intercorrono tra il presidente giallorosso ed il sindaco di Roma Capitale, una lancia James Pallotta l’avrebbe potuta spezzare per sbloccare la situazione di Campo Testaccio, durante uno dei suoi frequenti incontri con Ignazio Marino. Ma così, probabilmente, non sarà.

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