L’eminenza grigia dell’APT

Di soprannomi ne ha ben due: “Papalla” e “Shrek”, entrambi azzeccatissimi. Il primo gliel’affibbiarono i suoi compagni di “Lotta Continua”, quando faceva parte del servizio d’ordine del gruppo extra-parlamentare guidato da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani (entrambi condannati  a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi); il secondo è molto più recente ed è “made in Rai”, dove ormai spadroneggia da anni grazie al successo di un altro commissario, il Montalbano di Andrea Camilleri.

Carlo Degli Esposti, 61 anni, bolognese di nascita,  patron indiscusso della casa di produzione cine-televisiva “Palomar”, non se la prende (anche se quello di “Papalla” un po’ gli dà fastidio, perché lo riporta ad un periodo che vorrebbe morto e sepolto).  “Shrek”, comunque, fa finta di piacergli molto. Perché al personaggio dei cartoni animati assomiglia davvero in tutti i sensi.

Protagonista di memorabili battaglie con Agostino Saccà e Fabrizio Del Noce per riuscire a sfruttare oltre ogni limite i diritti delle fiction del personaggio di Camilleri, da un po’ di tempo Degli Esposti sta mirando sempre più in alto. Diventato ormai il “consigliori” di fiducia (con Matilde Bernabei e Lorenzo Mieli)  della direttora di Rai Fiction, Tinni Andreatta, “Shrek” si sta pian piano impadronendo anche dell’APT, l’associazione che raggruppa i produttori del settore televisivo. E quando non riesce a condizionarne l’attività fino in fondo, fa l’offeso, sbatte la porta e se ne va. E’ accaduto anche recentemente, quando si è dimesso dalla carica di vicepresidente, carica che ormai gli va un po’ troppo stretta.

Sono ormai diversi anni che Fabiano Fabiani, l’ultraottuagenario ex-presidente di Finmeccanica che, pur di non essere costretto ad una grigia pensione con la moglie Lilli (altra “irriducibile” che fa altrettanto con “Porta a Porta” di Bruno Vespa), finisce sempre per esaudire di buon grado i capricci di Degli Esposti. Come, ad esempio, quando si fece convincere ad insabbiare il “caso Di Lorenzo”. Il presidente della LDM, come forse si ricorderà, aveva scritto a Fabiani chiedendo di essere tutelato dopo la sua denuncia sui “taglieggiamenti” subiti in viale Mazzini e che hanno portato la sua azienda fuori da qualsiasi contratto in Rai.

Di Lorenzo non ha mai ricevuto risposta da parte di Fabiani e  su questo silenzio pare abbiano influito proprio i consigli di “Shrek”, pronto poi a prendersi il merito dell’insabbiamento  della vicenda con i vertici dell’azienda. E’ solo un caso che la prossima fiction della “Palomar”, “I ragazzi di Ventotene” sia il TV Movie più costoso di sempre (due milioni di euro)?

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