Benetton svende Adr: ecco il bidone rifilato agli arabi

Tutto pronto, o quasi, per l’ingresso di soci arabi all’interno di Adr, azienda controllata dal gruppo finanziario Atlantia di proprietà della famiglia Benetton: sull’operazione, però, ci sono più ombre che luci.

Dell’ingresso dei fondi stranieri in Adr, infatti, se ne parla da circa un anno, ma gli arabi sono molto scettici ad investire negli scali di Fiumicino e Ciampino. Con il passare del tempo la società Atlantia è arrivata a possedere oltre il 95%, lasciando ciò che rimane ai – seppur istituzionali – piccoli azionisti come Regione Lazio, Comune di Roma e Provincia di Roma. Ora, dunque, secondo quanto riporta il Sole 24 Oresta entrando nel vivo la procedura di individuazione di due soci di minoranza, che dovrebbero entrare ciascuno con una quota del 15-20%. Dovrebbe essere quindi ceduto complessivamente un 30-40% di Adr. Una prima quota della società che controlla gli scali di Fiumicino e Ciampino sarebbe già stata assegnata al fondo sovrano di Abu Dhabi Adia, all’interno dell’accordo azionario firmato nei mesi scorsi tra Alitalia e Etihad Airways”.

Ma cosa frena l’ingresso degli arabi in Adr? Secondo alcune fonti interne, negli ultimi tempi i controlli dei vertici di Atlantia verso la pulizia degli scali sarebbero diventati quasi ossessivi. L’unica mission con l’arrivo del gruppo della famiglia Benetton sembra sia la guerra alle cartacce e alle cicche per terra: “Una facciata pulita e ben presentabile influisce pesantemente sulla reputazione dell’aeroporto e, di conseguenza, diventa più appetibile per i fondi stranieri” fanno sapere alcuni lavoratori. Peccato però che di notte la storia cambi totalmente, come possono documentare le foto scattate la scorsa settimana all’interno dello scalo di Fiumicino. Anche sulla pagina Facebook L’Aeroporto di Fiumicino è uno schifo si può notare l’incuria e il degrado presente nello scalo dove – nei giorni di pioggia – i dipendenti sono costretti a utilizzare i secchi per raccogliere l’acqua che cade dai soffitti: forse è il caso che qualche ingegnere di Adr intervenga.

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Non è un caso che Adr ultimamente ha ripreso sotto il proprio controllo le società di pulizia operanti nell’aeroporto per dare vita ad Adr cleaning. I lavoratori – che prima erano dipendenti delle società di Claudio Lotito, patron della Lazio – non sono stati licenziati: tutto ciò potrebbe sembrare una cosa positiva, se non fosse che gli stessi addetti alle pulizie hanno cominciato a guadagnare una cifra parecchio inferiore rispetto a prima. “Prima dell’arrivo di Atlantia c’era un rapporto molto più umano” assicurano.

“O accetti queste condizioni, o rimani senza lavoro” più o meno è stato riadattato con questi termini il vecchio adagio che chiamava in causa la minestra. Il diktat in alcuni casi è arrivato al limite dello scherno: “Sappiamo di persone a cui il venerdì era stato offerto un certo tipo di contratto, mentre il lunedì successivo, al momento della firma, gli era stato sottoposto un contratto totalmente diverso”. Prendere o lasciare. Con l’ingresso dei fondi arabi, però, non dovrebbero subire variazioni i piani di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino che, come abbiamo documentato, rappresentano una vera e propria speculazione a danno dei contribuenti.

Bella e pulita di giorno, sporca e insicura di notte: lo scalo di Fiumicino col buio diventa letteralmente terra di nessuno. Barboni e girovaghi animano i terminal, con rischi per l’igiene e gravi pericoli circa la sicurezza: non ci vuole nulla a intromettersi nei varchi giusti e raggiungere le piste per eventuali attentati. Mentre Atlantia, invece, è tutta concentrata ad offrire il volto pulito agli arabi.

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