ESCLUSIVA – Genny ‘a Carogna condannato a 2 anni e 2 mesi

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Alla fine, come spesso accade in Italia, la bolla mediatica e giudiziaria si è parzialmente sgonfiata e il “pericolosissimo” Genny ‘a Carogna è stato condannato a 2 anni e 2 mesi per  le accusa di resistenza a pubblico ufficiciale e per il reato da stadio di scavalcamento della recinzione

Questa mattina il Gup Giulia Proto ha infatti ha inflitto la condanna a Gennaro De Tommaso (Genny a’ Carogna), difeso dal suo avvocato Lorenzo Contucci del foro di Roma, assolvendolo però dall’accusa di lesioni e per lo sfoggio della maglietta “Speziale libero”

Il processo, che ha avuta moltissima risonanza a livello mediatico anche per la sparatoria che si verificò fuori lo stadio e alla successiva morte di Ciro Esposito, si è dunque concluso oggi. Il pm Eugenio Albamonte aveva chiesto 3 anni e 6 mesi per Gennaro De Tommaso e 2 anni e 10 mesi per gli altri imputati, Mauro Alfieri, Genny Filacchione e Salvatore Lo Presti che invece sono stati condannati ad un anno e 8 mesi con pena sospesa.

I fatti sono da tempo noti a tutti. Era il 3 maggio del 2013, giorno della finale di Coppa Italia, a Roma, tra Napoli e Fiorentina. Dopo la notizia del ferimento del tifoso napoletano, era stato proprio Genny ‘a Carogna ad entrare in campo per parlare con le forze dell’ordine, Hamsik e dirigenti delle due squadre per garantire il corretto svolgimento della partita. Anche se l’ultrà partenopeo non scavalcò la recinzione della curva di sua spontanea iniziativa, ma dopo la richiesta dei funzionari della Digos.

“Siamo naturalmente soddisfatti dell’esito del processo, viste le richieste del pm”, sono state le prime parole dell’avvocato Contucci una volta uscito dall’aula del Tribunale di Roma.

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