Home Restaurant, a Roma l’ultima tendenza culinaria

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Quando la crisi economica minaccia, l’ingegno italiano tira fuori il meglio di sé: ecco gli Home Restaurant, ovvero aprire un ristorante a casa propria invitando i clienti, ultima tendenza in ambito culinario.

Ci sono poche cose che non tramonteranno mai in Italia: la passione per la gastronomia su tutte, poi l’estro per inventarsi soluzioni. Dall’incontro di questi due ingredienti stanno nascendo gli Home Restaurant, ovvero la ristorazione realizzata in casa. I pionieri romani di un’idea che vuole richiamare le Case particular di Cuba sono Michele e Daniela. Lui è un giornalista che ha raccontato la cronaca per numerose testate della Capitale; lei è una piccola imprenditrice nel settore turistico. Oltre ai due figli, Michele e Daniela condividono l’enorme passione per la cucina. E una casa, a due passi da Porta Pia, quella dove hanno deciso di realizzare un’idea imprenditoriale che sta riscuotendo numerosi apprezzamenti, in Italia e non solo.

Un ristorante in casa, dunque: senza il caos, il costo salato e l’improvvisazione ai fornelli di molte trattorie che si spacciano per romane, quando poi in cucina fanno lavorare extracomunitari: “con tutto il dovuto rispetto – precisano sul loro sito Michele e Daniela – per questi onesti, seri e miti lavoratori che però sanno ben poco delle nostre tradizioni e della nostra cultura”. L’ambiente, dunque, è familiare “non certo perché recitiamo una parte, ma perché questa è casa nostra”. I ritmi di un Home Restaurant sono quelli dei ristoranti di un tempo, dove ci si intratteneva piacevolmente con gli altri commensali, ma anche con i proprietari-gestori dell’attività. I costi, poi, sono molto contenuti e – oltre al menù completo – comprendono anche la possibilità di eventuali “bis”, magari attingendo direttamente dalla pentola dove sono state cucinate le pietanze. Ovviamente, non essendo un vero e proprio ristorante, occorre venire incontro agli orari proposti dalla “casa” dove ospitare persone ben oltre le 23 comincia ad essere un problema.

Quello degli Home Restaurant è un settore ancora in fase di sviluppo, ma che promette di affermarsi in tempi rapidi nel panorama imprenditoriale italiano. Attualmente c’è un vero e proprio vuoto normativo che non regola (e quindi neanche vieta) l’organizzazione di cene, pranzi, aperitivi, colazioni, brunch tra privati in case private. “L’attività di HomeRestaurant è in fase pionieristica ed è normale che nessuno sappia bene come muoversi”: Michele e Daniela sono a disposizione per chi volesse aprirne uno in casa propria.

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2 Commenti

  1. Cristina said:

    Buon giorno,
    Io ho aperti da pochissimo il mio Home restaurant ( non ho ancora avuto clienti) ma ho fatto pubblicità su gnammo e su Facebook ..Oggi mi sono arrivati i carabinieri NAS a casa mia dicendomi che non sono a norma perché non ho fatto una richiesta al USL .. Io sapevo che non c’era bisogno .. Sapete dirmi qualcosa? Grazie

    • L'ultima RibattutaL'Ultima Ribattuta said:

      “Se tutto si svolge tra le mura domestiche, la pratica del Supper club non costituisce attività commerciale. E non serve autorizzazione sanitaria, anche se è preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare. Relativamente all’aspetto fiscale, è possibile svolgere attività lavorativa occasionale, senza partita Iva, fino ad un massimo lordo di 5.000 euro annui, soglia di esenzione dall’obbligo contributivo. In caso di superamento dell’importo sarà sufficiente aprire una Partita Iva. Sul reddito generato, non superiore ai 30.000 euro annui, è previsto il regime agevolato dei minimi”.

      http://food24.ilsole24ore.com/2015/01/e-il-momento-degli-home-restaurant-ecco-come-aprirne-uno-casa-propria/

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