L’Unità, dopo il fallimento pignorati beni a Concita De Gregorio

Concita De Gregorio, direttore de L’Unità dal 2008 al 2011

La puntata di Report che andrà in onda domenica prossima, anticipata dal Corriere.it, parlerà di quanto sta avvenendo all’ex direttore de L’Unità e di altri giornalisti che in questi giorni stanno ricevendo ingiunzioni di pagamento e pignoramenti come risarcimento danni per cause di diffamazione.

«Concita De Gregorio e altri giornalisti de L’Unità stanno pagando anche il conto dell’editore e questo non è giusto. Non solo, questa situazione rischia di minare profondamente la libertà di stampa nel nostro Paese perché nulla esclude che possa verificarsi in futuro anche in altri giornali».

Questa la denuncia dei giornalisti del quotidiano fondato nel 1924 da Antonio Gramsci che ha cessato le pubblicazioni lo scorso agosto.

Nel giugno del 2014 gli amministratori della Nie (Nuova Iniziativa Editoriale Spa, editore dell’Unità dal 2001) hanno messo in liquidazione la società (visti i 32 milioni di euro di debiti). Di conseguenza, questa non è più in grado di pagare i creditori, compresi coloro che hanno diritto al risarcimento danni per aver vinto una serie di cause di diffamazione contro il quotidiano.

La responsabilità nelle cause di diffamazione generalmente è ripartita tra editore (per l’80%), giornalista che ha scritto l’articolo (10%) e direttore della testata (10%). Ma, non essendo la Nie in grado di pagare, il tribunale ha deciso che a risarcire i soggetti diffamati dovranno essere i giornalisti che stanno ricevendo pignoramenti e ingiunzioni di pagamento per oltre 400 mila euro (cifra provvisoria).

«Questo comporta che io dovrò pagare ai creditori non la mia quota di responsabilità, ma la mia più quella di Nie, che naturalmente è molto più grande» afferma Concita De Gregorio che si è vista intimare dal tribunale di Roma di pagare 400 mila euro di risarcimenti decretando nei suoi confronti il pignoramento della casa e dei redditi.

«Non sono mai stata chiamata in tribunale, né mi è mai stato chiesto di produrre carte – lamenta De Gregorio – con una difesa adeguata, se fossimo stati in grado di produrre le carte sulla base delle quali si fondavano gli articoli avremmo vinto e sono sicura che vinceremo in appello».

Ma, in tutto ciò, il Partito Democratico non ha nulla da dire?

 

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2 Commenti

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  2. markus1964 said:

    E’ un piacere rilevare che anche questa gente è sottoposta alla molestia di una giustizia fine a se stessa, dove il tutto e il suo contrario si deformano come l’epidermide scrotale.
    Gustatevi le pippe legali del nostro Stato, anche solo le notifiche sono rotture di coglioni: auguroni!! Finalmente avrete modo di entrare, anche se da benestanti, nel Bel Mondo del Diritto Italiano

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