Pornografia: dilaga tra i giovani e aumentano i rischi

La piaga della pornografia sta penetrando sempre di più nel nostro tessuto sociale, con gravi conseguenze: 8 giovani su 10 visitano siti con contenuti sessualmente espliciti.

Uno studio dell’Università di Padova pubblicato dall’International Journal of Adolescent medicine and Healt ha dimostrato come quasi otto ragazzi su 10 tra 18 e 20 anni visitano piattaforme web dedicate al porno. Inoltre, il 78% dei giovani è un frequentatore di siti online pornografici, con il 29% che li visita qualche volta a settimana e l’8% anche più volte al giorno. Dati che confermano la potenza dell’industria del sesso e dell’erotismo online che fa della mercificazione del corpo sia maschile che femminile la propria arma: un impero economico che si consolida anche grazie all’espansione e alla facilitazione di accesso al web comprendente fasce di utenti sempre più giovani, complice lo sgretolamento del nucleo familiare con i genitori sempre più assenti nelle attività dei figli.

Un fenomeno che ha anche aspetti negativi sulla sfera privata delle persone, sia fisica che affettiva, come riportato dal sito medicitalia.it. Uno studio della Florida State University ha rilevato che le persone che non usufruiscono o solo saltuariamente di videopornografia, sono maggiormente coinvolte in una relazione rispetto a chi invece ne abusa.

Secondo un’altra ricerca effettuata da Simone Kuhn, neuro scienziata del Max Planck Institute e Jurgen Galinat della Charite University – su un campione di maschi che guardavano almeno una volta a settimana filmati pornografici – chi guarda spesso filmati pornografici, presenta un volume minore del corpo striato, componente sottocorticale del telencefalo.

Questa zona del nucleo striato, recettore del piacere, subisce un rallentamento e comincia ad attivarsi meno con l’aumento della fruzione del materiale pornografico. Lo studio ha poi dimostrato come chi visualizza spesso di filmati pornografici trascorre molto più tempo sul web rispetto a chi invece non ne fruisce.

La dott.ssa Marnia Robinson, autrice di ‘Pace tra le lenzuola’, afferma, inoltre, che l’abuso di pornografia può determinare una stimolazione eccessiva della dopamina, il neurotrasmettitore preposto all’attivanzione del piacere sessuale. Il cervello dunque perde la capacità di soddisfare adeguadatemente i segnali inviategli dal neurotrasmettitore a causa di questo incremento di input prodotti dalla dopamina. Gli uomini che generalmente guardano immagini o video porno online hanno un continuo bisogno di esperienze sempre nuove per essere sessualmente eccitati, che ricercano nel mondo virtuale poiché la realtà non può offrirglieli e quindi li delude. Si attiva in questa maniera un pericoloso circolo vizioso che dalla pornografia conduce all’impotenza che  potrebbe essere prodotto dal cosiddetto effetto Coolidge.

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